Alessandro Baronciani ‘suona’ il suo fumetto e ricorda Urbino: “Come Venezia, con le salite al posto dell’acqua”

Alessandro Baronciani
di VALERIO SFORNA

URBINO – “Prima dell’arrivo dei social e degli smartphone la musica era parte fondamentale della nostra vita. Adesso c’è meno attenzione”. A parlare non è il frontman di qualche rockband o un critico, ma Alessandro Baronciani, fumettista che ha fatto molta strada, nato a Pesaro nel 1974, ha fuso la sua arte con la performance musicale. “Un tempo su nove canali nel telecomando uno era dedicato alla musica (Mtv, ndr), passavamo giornate intere a sentire canzoni e a vedere video musicali. Ora tutto è diverso, nessuno può fare a meno dei social che sono diventati più importanti della musica, ma per me questa ha ancora tanto fascino”. Baronciani è autore di sette libri a fumetti, come Le ragazze nello studio di Munari, nonché illustratore di numerosi libri per ragazzi come Nello spazio con Samantha, scritto nel 2016 dall’astronauta Samantha Cristoforetti.

Il 20 gennaio scorso, il blue monday, la sua graphic novel Quando tutto diventò blu è tornata in libreria, per una nuova edizione, e dal 13 febbraio l’opera diventerà uno spettacolo grafico e musicale.

Visualizza questo post su Instagram

Oggi esce in tutte le librerie Quando tutto diventò Blu! Dentro è tutto blu. L’ha stampato @baopublishing ed è magnifico.

Un post condiviso da alessandro baronciani (@alessandrobaronciani) in data:


Baronciani partirà da Ferrara per otto date del suo speciale “tour” chiamato proprio “Concerto a fumetti”. “Per la mia generazione la musica è una delle ‘dieci cose per cui vale la pena vivere'”, dice parafrasando il titolo di una vecchia rubrica di Cuore, l’inserto culturale de L’Unità –  il quotidiano fondato da Antonio Gramsci che proprio oggi compie 96 anni.

La passione di Baronciani per la musica non è, di certo, una semplice etichetta: canta in un gruppo, suona la chitarra e nella sua carriera ha realizzato le copertine per band come i Baustelle, Bugo e Tre allegri ragazzi morti.

La locandina del “Concerto a fumetti”

Quando tutto diventò blu è già una canzone interpretata nel 2012 da Colapesce. Ma come nasce questa idea di ‘sonorizzare’ una sua opera e portarla in concerto?

“Il progetto è nato in collaborazione con Corrado Nuccini del gruppo I Giardini di Mirò. I concerti rientrano nell’ambito del Suner il festival dell’Arci Emilia Romagna finanziato con i fondi della regione. Non è, però, la prima volta che mi cimento in questo genere di sperimentazioni. La scorsa estate, insieme allo scrittore e conduttore tv Carlo Lucarelli, ho messo in scena il mio fumetto noir Negativa. Io disegnavo e lui raccontava mentre Colapesce suonava live. Ci siamo divertiti da matti, anche se è stato faticoso. È stato come fare una puntata di Blu notte a fumetti”.

Ma con il concerto a fumetti sarà la musica a prendere il posto del racconto

“Ci sarà una parte di racconto del libro e questa volta a ‘sonorizzare’ i miei disegni live ci saranno Nuccini e il violoncellista Daniele Rossi, mentre a cantare ci saranno due giovani artiste note nella scena indie: Ilariuni dei Gomma ed Her Skin. Nelle varie date poi interverranno tanti ospiti tra cui Maria Antonietta, Rachele Bastreghi, Giungla, Verano, Ofeliadorme e Han. Il libro parla di Chiara, una giovane studentessa universitaria che convive con la paura di improvvisi attacchi di panico. Quando disegnai il fumetto nel 2008 ho cercato di esprimere con le immagini emozioni che con le parole è difficile spiegare. Adesso l’obiettivo è quello di creare uno spettacolo sulla paura e in realtà io stesso sono spaventato dal risultato finale. Sono curioso di vedere come verrà, ma me la faccio anche addosso. È un mettersi alla prova continuo e di certo sarà un esperimento interessante”.

Quando disegnerà live davanti al pubblico si lascerà guidare dall’ispirazione del momento?

“Ma quale ispirazione del momento! Perché si pensa sempre che disegnare sia qualcosa che ha a che fare con le emozioni che ci catturano in quel momento? Il romanticismo! Dietro lo spettacolo ci sono quasi due mesi di prove e sei mesi di telefonate con Corrado e incontri per capire come fare lo spettacolo. Il “Concerto a fumetti” è frutto di un duro lavoro. Come abbiamo creato una colonna sonora per la parte musicale i miei disegni saranno il racconto per immagini del libro. In uno spettacolo non si improvvisa nulla. Se lo facessi probabilmente resterei bloccato lì, in mezzo alla platea, senza disegnare una linea”.

Quando tutto diventò blu, edito da Bao Publishing, è tornato sugli scaffali a più di dieci anni dalla sua prima pubblicazione, il libro è ancora attuale?

“Ti dirò di più stiamo finendo la tiratura di questa nuova edizione. Neanche 20 giorni! Questo dimostra che la gente lo considera ancora attuale. Una ragazza qualche giorno fa mi ha scritto su Instagram una cosa bellissima. Lei aveva già letto il libro a suo tempo e il suo fidanzato lo ha acquistato dopo aver sentito la mia intervista su Radio Deejay. Lo ha preso perché voleva capire come si sente lei quando ha gli attacchi di panico. Sapere cosa prova. È una cosa bellissima. Del resto la graphic novel, se non fosse per il Nokia 33-10 del fidanzato della protagonista, è come se fosse stata scritta ieri”.

Lei hai studiato illustrazione alla Scuola del libro di Urbino, cosa ha rappresentato, e rappresenta, per lei la città ducale?

“Urbino è una delle città più belle del mondo. È come Venezia, solo che al posto dell’acqua hanno messo le salite (sorride, ndr.). Per come la vedo io bisognerebbe andare in gita, almeno una volta al mese, nella città di Urbino, per immergersi nella sua bellezza. Quando studiavo alla Scuola del libro, all’inizio degli anni ’90, le aule erano all’ultimo piano del Palazzo Ducale. Ricordo che c’era un freddo terribile. Per andare in bagno, però, bisognava attraversare uno dei Torricini, un sogno per chi si occupa di arte. A Urbino ti nutri di cultura, passeggiando per le sue vie entri in una dimensione unica”.

In effetti è molto attivo in città, insegna all’Isia e collabora con il festival Urbino e le città del libro. A maggio dello scorso anno era curatore della mostra collettiva Make Bic Money con le opere di illustratori di Accademia e Isia realizzate solo con penne Bic 4 colori.  Cosa ha in mente per quest’anno?

“Ancora gli eventi della kermesse non sono stati definiti al 100% ma di certo faremo una mostra dedicata alle copertine degli illustratori della provincia di Pesaro e Urbino. Un esperimento interessante, visto che sarà a cielo aperto”.

Fumettista, illustratore, musicista, insegnante insomma una vita indaffarata la sua..

“Sì, diciamo che c’è parecchio da lavorare. Serve tanta disciplina. Quello che adoro del mio lavoro è che posso alzarmi un po’ più tardi la mattina. Anche se però vado a letto molto più tardi dei miei amici. Di giorno passo tanto tempo a rispondere al telefono per lavoro. Ma dalle 18 alle 2 del mattino, quando la gente esce dagli uffici, comincio a disegnare, perché non ho più distrazioni, smartphone o altro. Solo io e il silenzio della notte”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e di terze parti maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi