Urbino, turismo in quarantena. Ira Confcommercio: “Decisioni sbagliate, mai così deserta”. E i consumatori pensano a class-action contro le Marche

di ELIA FOLCO

URBINO – La città si è improvvisamente svuotata, con la partenza degli studenti per la chiusura dell’Università, che il presidente della regione Luca Ceriscioli ha prolungato fino a sabato 29 febbraio, nonostante la sospensione del Tar.

Ma se i bar e le attività locali confidano che presto la situazione si risolverà, a spaventare è la scomparsa dei turisti. Molti alberghi hanno registrato disdette, ma quello che preoccupa maggiormente è l’assenza di nuove prenotazioni. In questi giorni gli alberghi hanno ricevuto chiamate soltanto per cancellare le vacanze a Urbino: annullate anche le gite, da sempre una boccata d’ossigeno per il turismo.

Questa situazione complessa si è sviluppata in un periodo molto complicato per la città: marzo coincide con l’inizio della stagione turistica urbinate, ma fino ad ora le prenotazioni sono bassissime. Neanche l’anno di Raffaello riesce a far fronte a questa situazione di paura e irrazionalità, che si può vedere anche nel trasporto su rotaie: i treni italiani infatti sono praticamente vuoti, soprattutto nel Nord Italia dove si sono registrati casi di contagio. E una situazione simile si presenta nelle Marche, l’unica che presenta – dice Trenitalia – un calo paragonabile a quello delle regioni del nord.

“Negli alberghi nessuno ha chiamato in questi giorni per prenotare una stanza – spiega il responsabile della Confcommercio di Urbino Egidio Cecchini – con tutti questi provvedimenti spropositati si è creato un nuovo virus che va a danneggiare le attività della città, e non parlo solo di alberghi, ma di tutte le attività del territorio. Abbiamo già scritto all’assessore al turismo Andrea De Crescentini, per sapere cosa si vuole fare per aiutare le attività”.

Della stessa opinione il direttore generale Amerigo Varotti: “Non ho mai visto Urbino così deserta – ha detto al Ducato – non riesco a capire perché il sindaco Maurizio Gambini abbia deciso di chiudere le scuole per tre giorni, per non parlare di Ceriscioli”.

Quello che Varotti vuole a ogni costo evitare è di rivivere il disagio del terremoto nel 2016: “La nostra provincia non rientra nella zona coinvolta, ma abbiamo comunque avuto cali del 70%. Allora non ci ha aiutato nessuno, ma adesso dobbiamo assolutamente recuperare la credibilità persa per una decisione senza senso”.

Per evitare questo, Confcommercio ha deciso di incontrare lunedì 2 marzo la Regione e le banche per ottenere contributi economici: tra le richieste la posticipazione dei tributi da pagare e degli aiuti economici alle imprese per i disagi che si sono venuti a creare. “L’intenzione è comprendere le Marche nella loro interezza – ha detto Egidio Cecchini al Ducato – una zona come Urbino ha risentito tantissimo della situazione. Qualcuno ha lamentato un calo addirittura del 90%, e se la Regione non si mobilita rischiamo di perdere il periodo migliore per il turismo urbinate, quello di aprile-maggio”.

E a questo proposito l’Unione nazionale consumatori nazionale sta pensando di prendere misure drastiche: potrebbe anche realizzarsi una class action di massa contro la Regione e lo Stato. “Chi lavora nel settore turistico fa notare il disastro che si è creato con questa follia generale di contrasto tra Ceriscioli e Conte – ha dichiarato il legale dell’Unc Corrado Canafoglia – molti pensano che anche le Marche siano zona rossa”.

Un’immagine che rischia di diffondersi all’estero, limitando il turismo anche da oltre i confini: un discorso che non vale solo per le Marche, ma anche per tutto il territorio nazionale. Una situazione a cui il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sta tentando di mediare. “Le aree interessate da emergenza Coronavirus – ha detto Di Maio- sono lo 0,4% del territorio nazionale. Stiamo facendo interlocuzioni con i Paesi esteri che stanno mettendo restrizioni e non ha senso che alcuni Stati del mondo dicano che non si puo’ andare in Lombardia o in Veneto, in Piemonte, in Friuli, in Liguria o nelle Marche“.

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