Malasanità a Urbino: dopo 25 anni risarciti i familiari

URBINO, 18 MAG. – Dopo 25 anni la Corte di Cassazione ha riconosciuto il danno per un caso di malasanità avvenuto a Urbino. Il caso riguarda la morte di un uomo di 38 anni, nel maggio 1996. A sette ore di distanza da un incidente stradale in cui aveva riportato fratture e traumi. Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Urbino, dove si era recato, lo aveva rilasciato poco dopo senza effettuare alcuna ecografia.

La Suprema corte si è finalmente espressa – con sentenza 11719 del 05/05/2021– ritenendo fondata la richiesta da parte dei familiari di “danno catastrofale”, che consiste nel danno morale subito dalla vittima dalla consapevolezza di stare per morire. La richiesta, precedentemente bocciata alla Corte d’Appello di Ancona, conduce a una liquidazione di un danno non patrimoniale di oltre 700.000 euro.

L’avvocato Gabriele Chiarini, il legale che ha difeso dall’inizio della vicenda la famiglia della vittima, riferisce a Il Ducato che “la sentenza ci lascia professionalmente soddisfatti perché era un ricorso formulato su otto motivi, di cui sette sono stati accolti”. Al contempo l’avvocato si rammarica del lungo tempo trascorso prima che l’iter giudiziario compiesse un necessario passo in avanti . “La giustizia deve andare di pari passo con la tempestività per definirsi tale” ha aggiunto Chiarini.

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Cecilia Rossi
Nata e cresciuta nelle Marche, studio a Urbino, dove mi laureo in Comunicazione con una tesi sull'involuzione autoritaria in Ungheria. Ho vissuto per sei mesi a Bruxelles, dove non ho migliorato il mio francese, ma in compenso ho studiato un po' di economia. La maggior parte del tempo leggo libri, lavoro a maglia e mi perdo nei documentari.

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