“Urbino in gioco” fa divertire adulti e bambini in fortezza

Le postazioni per i giocatori alla fortezza Albornoz (foto di Enrico Mascilli Migliorini)
di CECILIA ROSSI

URBINO – Si torna finalmente a giocare insieme. Grazie all’evento “Urbino in gioco“, adulti e bambini si sono potuti godere tre splendide giornate estive all’insegna del divertimento. Giochi da tavolo, di ruolo, carte, perfino il tiro con l’arco: dal 25 al 27 giugno, gli amanti del ludico hanno riempito la fortezza Albornoz per tornare a guardarsi in faccia mentre si sfidano nei giochi più disparati. Sempre con la mascherina e a un metro di distanza, non solo mentre si gioca, ma anche mentre si è in fila alla bancarella ricolma di gadget, secondo le norme anti-contagio. Quest’anno l’evento è particolarmente importante per gli organizzatori, la Ludoteca Club Iddu e la Pro loco di Urbino: è un ritorno, dopo la rinuncia all’edizione 2020 causa Coronavirus.

Un incontro destinato a tutti i tipi di età: si parte nel primo pomeriggio con genitori e bambini, e si va avanti fino a tardi, con le oltre 100 persone che sabato sera hanno animato il parco. “C’è stata una buona affluenza” dice Fabio Paolucci, presidente dell’associazione ludica Club Iddu, “sopratutto la sera quando arriva il fresco e si ha voglia di uscire. Per i giovani e gli adulti abbiamo puntato sull’apertura notturna, mentre la domenica, l’ultima giornata, è il momento delle famiglie, che approfittano di un evento che è interessante per tutti”.

Non solo giochi da tavolo

Tante sono le esperienze che Urbino in gioco propone ai suoi frequentatori, oltre ai classici giochi da carte e da tavolo. Si dà l’opportunità di sperimentare con laboratori di pittura, ceramica e danza, grazie alla partecipazione delle associazioni del progetto In_Cresco, pensato per promuovere tra i giovani la conoscenza di se stessi e delle proprie potenzialità artistiche. Non mancano anche dei momenti di riflessione, come l’incontro con Andrea Angiolino. Scrittore, autore di giochi e giornalista, ha parlato di come trasformare “una passione in professione” nella lezione “il lavoro dei tuoi sogni”.

Infine, una novità di questa edizione è stata la presenza di giochi “fuori tempo”. Alla fortezza Albornoz sono comparsi trampoli, spade in legno e ‘biroccini’, termine dialettale che indica dei piccoli carretti trainati a mano. Silvio Filippini e Guido Edera sono rispettivamente un trampolista di Casinina e un maestro del legno di Schieti, che vogliono diffondere la loro passione per i giochi antichi.

“La cosa più bella è vedere i bambini stupefatti di fronte a dei giochi che non hanno mai visto prima” racconta Filippini, 25 anni, che porta avanti le tradizioni della zona, “ma i più entusiasti forse sono i genitori quando vedono questi oggetti del passato”. È molto contento di aver scelto di partecipare all’evento per la prima volta e tornerà anche il prossimo anno. “La parte più divertente è osservare la curiosità dei piccoli mentre cercano di capire come funzionavano i giochi dei loro nonni”.

About the Author

Cecilia Rossi
Nata e cresciuta nelle Marche, studio a Urbino, dove mi laureo in Comunicazione con una tesi sull'involuzione autoritaria in Ungheria. Ho vissuto per sei mesi a Bruxelles, dove non ho migliorato il mio francese, ma in compenso ho studiato un po' di economia. La maggior parte del tempo leggo libri, lavoro a maglia e mi perdo nei documentari.

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