Sindaco Gambini al Ducato: Protezione civile, “No a interventi origine dimissioni”

URBINO, 14 LUG. – Rifiuti di intervento senza giustificazione da parte della Protezione civile di Urbino: il sindaco Maurizio Gambini ha così spiegato, in un’intervista al Ducato, il motivo delle dimissioni di coordinatore e vice-coordinatore del gruppo comunale di Protezione civile, Paolo Giannotti e Roberto Tempesta.

“Quando c’è una condizione di pericolo, come la pandemia, si possono richiedere misure di contenimento apposite”, riferisce  Gambini. “Quindi, dopo aver aumentato risorse e personale del corpo di protezione, abbiamo richiesto degli interventi specifici per la gestione dei flussi di persone in città. Ma il coordinatore si è rifiutato e si è creata una rottura nel gruppo comunale non sanabile”.

L’emergenza Coronavirus ha portato all’apertura del Coc – il Centro operativo comunale – che si occupa di rendere efficace ed efficiente il piano di Protezione civile, al cui vertice si trova il sindaco. In vista delle riaperture degli eventi e del ritorno del turismo, con l’ingresso delle Marche in zona gialla, il Coc aveva richiesto alla Protezione civile di unirsi alle forza dell’ordine per implementare le misure di contenimento degli assembramenti in città.

“Il coordinatore però si è sempre opposto a queste direttive, arrivando addirittura a non informare i propri collaboratori delle richieste, che quindi non venivano soddisfatte. Questo va contro non solo le politiche di amministrazione comunale, ma anche le direttive regionali”.

In poco tempo, dunque, si è persa – a giudizio del sindaco – una visione unitaria nel gruppo comunale di Protezione civile, che si è ora ricompattato intorno alla figura dell’architetta e responsabile del settore manutenzione, patrimonio e progettazione del Comune Mara Mandolini. Gambini considera il gruppo perfettamente operativo e annuncia che è in programma la ristrutturazione della sede urbinate, che si trova ora in zona Sasso.

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Cecilia Rossi
Nata e cresciuta nelle Marche, studio a Urbino, dove mi laureo in Comunicazione con una tesi sull'involuzione autoritaria in Ungheria. Ho vissuto per sei mesi a Bruxelles, dove non ho migliorato il mio francese, ma in compenso ho studiato un po' di economia. La maggior parte del tempo leggo libri, lavoro a maglia e mi perdo nei documentari.

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