Stop ai rifiuti industriali nelle discariche di Urbino e Tavullia: venerdì incontro decisivo

La discarica di Ca' LucioLa discarica di Ca' Lucio
di STEFANO SCIBILIA

URBINO – Dopo che la Regione Marche ha imposto lo stop all’autorità territoriale per quanto riguarda il conferimento dei rifiuti industriali nelle discariche di Cà Asprete di Tavullia e Cà Lucio di Urbino, gestite da Marche Multiservizi, l’assessore regionale all’ambiente Stefano Aguzzi ha ribadito ai microfoni del Ducato l’importanza di rispettare il piano regionale dei rifiuti: “I rifiuti industriali vanno nelle discariche o nei termovalorizzatori e io ho solamente chiarito quello che è il regolamento del piano regionale dei rifiuti. È necessario privilegiare i rifiuti industriali non pericolosi delle imprese della nostra regione, che spesso sono obbligate a portarle fuori proprio perché qui non c’è spazio. Quindi occorre porre un problema serio di spazi e luoghi dove si possono smaltire rifiuti speciali prodotti nella nostra regione e dalle nostre imprese, che spesso devono trasferirli  addirittura all’estero con costi esorbitanti”.

Il piano regionale cui fa riferimento Aguzzi prevedeva all’inizio il conferimento dei rifiuti fino al 2023 per la discarica urbinate e fino al 2027 per quella tavulliese. L’obiettivo era di saturare le due discariche, ma adesso lo stop imposto dalla Regione ha cambiato le carte in tavola. Il prossimo venerdì Aguzzi ha convocato un incontro con il presidente Paolini e il direttore Ranocchi per discutere la questione: “Affronteremo quelle che sono le esigenze della provincia di Pesaro e Urbino su queste tematiche per poterle recepire nel miglior modo possibile con il nuovo piano regionale di rifiuti che stiamo predisponendo”.

Raggiunto al telefono dal Ducato, il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini ha dichiarato di “non condividere ciò che dice l’assessore Aguzzi”, pur specificando che prima di sbilanciarsi vuole attendere l’incontro di venerdì. Il dirigente regionale Massimo Sbriscia afferma invece che la decisione dello stop ai rifiuti industriali non sarebbe stata presa dalla Regione ma deriva da “una volontà dei dirigenti delle rispettive discariche di Tavullia e Urbino”.

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