Fgcult, Battocletti (il Sole): “Serie e film streaming utili a conoscenza e cultura”

Cristina Battocletti, © Rocco Casaluci
di Annalisa Godi

URBINO – Le piattaforme streaming non sono “il male”, ma possono costituire “un bacino di conoscenza” utile “a farsi una cultura”: ne è convinta Cristina Battocletti, che scrive per l’inserto culturale del Sole 24 Ore da 17 anni, dopo un’esperienza in cronaca a Radio 24 e una breve parentesi in economia.

Inserto culturale del Sole 24 ore: perché leggerlo

Secondo Battocletti, il punto di forza di scrivere per l’inserto culturale della sua testata, un domenicale, sta nell’approccio laterale e visionario di accoppiare dei fogli sulla cultura a un giornale economico-finanziario. “Chi leggeva il Sole 24 Ore durante la settimana aveva bisogno di indicazioni per nutrire il cervello, quindi di letture e consigli per andare a teatro e per ascoltare musica e aveva la necessità di leggere dei libri filosofici”.

Ci sono due diktat granitici, spiega, per la redazione: rivolgersi agli specialisti per trattare le singole materie e non inseguire la cronaca, dal momento che l’inserto è settimanale: “C’è l’intento di stare sganciati dalla cronaca quando vogliamo e di creare dibattiti quando sono necessari. La cultura deve rendere liberi e, quindi, richiede massima libertà nell’affrontarla”.

Netflix e il mondo streaming

Domenica 8 ottobre alle 10, interverrà al Festival del giornalismo culturale per parlare di serie tv e cinema. Generi che, vista l’abbondanza di documentari d’inchiesta su Netflix e sulle principali piattaforme di streaming, ha qualcosa in comune anche col giornalismo.

Per Battocletti le piattaforme “non sono il male, ma un mezzo che può servire come bacino di conoscenza per recuperare vecchi film e farsi una cultura”. L’estate ha mostrato con Barbie e Oppenheimer che i ragazzi non aspettano di vedere i film sulle piattaforme, ma vanno anche al cinema. Le serie tv, benché non l’appassionino, hanno, secondo Battocletti, il merito di avere “liberato il cinema dall’ora e mezza canonica”.

Dalle biografie ai romanzi, un sogno avverato

Giornalista ma anche scrittrice – il suo nuovo libro Epigenetica (La nave di Teseo) è uscito il 5 settembre – considera il giornalismo culturale quanto più vicino a ciò che voleva fare da bambina, ovvero scrivere, sentito come una tensione fortissima. Dopo aver scritto il suo primo romanzo La mantella del diavolo, si è dedicata alla scrittura di biografie. Con Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste ha vinto il Premio letterario Giovanni Comisso nel 2018 nella sezione dedicata alle biografie. Dal 2020 fa parte della giuria del premio. Durante questa esperienza ha capito che “bisogna proporre letture che possano essere recepite da un pubblico che non può leggere 20 libri al mese”.

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