C’è paura per i guardoni ai Collegi di Urbino. Via Telegram il supporto per arrivare sicure in stanza

di LAURA NASALI

URBINO – Tra i collegi di Urbino sono tante le ragazze che temono di essere seguite mentre tornano a casa o osservate nell’intimità dalle finestre delle loro stanze. Un clima di disagio e una percezione di insicurezza amplificati da un post instagram di Spotted Uniurb che invitava a fare attenzione a possibili guardoni nei pressi dei quattro collegi. Episodi anche tragici sono da settimane riportati con grande risalto da tutti i giornali, nazionali e locali. “Ci sono stati dei casi di uomini che si appostavano vicino alle finestre delle ragazze e filmavano, scattavano foto e spiavano” raccontano con lo sguardo preoccupato Dalila e Roberta, studentesse all’Università di Urbino. In questo clima, c’è chi ha deciso di organizzarsi per aiutarsi a vicenda. È nato così, dall’idea di due universitarie, Sara e Malika, un gruppo Telegram al femminile per cercare di tutelare se stesse e chiunque altra si senta minacciata o timorosa fra le mura labirintiche dei dormitori universitari.

Tante le ragazze che nei corridoi del Tridente vivono in un clima di ansia e paura. Raccontano di essersi spaventate ancora di più dopo aver saputo di un uomo entrato durante la notte nella camera di una ragazza al collegio Il Colle. “Nella mia stanza le tende erano rotte fino a una settimana fa e per la paura mi sono ingegnata per cercare di tenerle chiuse” racconta Rosanna cercando conferma nella compagna di stanza Maria.

“Se una ragazza è in difficoltà le altre sono lì per aiutarla”

“C’è stato un momento in cui eravamo insieme e siamo scoppiate a piangere per le sensazioni che abbiamo provato e che proviamo in quanto donne in questa situazione e in questa città. Ci sentiamo poco protette e poco sicure perché viviamo nella paura e nel rischio” racconta Sara mentre spiega il progetto ideato con l’amica Malika e aperto a chiunque si senta in difficoltà.

Il gruppo Telegram, rete solidale, aperto dalle due ragazze nasce su uno spazio virtuale e aperto a donne e Afab, persone a cui è stato assegnato con il genere femminile alla nascita. Le richieste di partecipazione al gruppo devono essere inviate alla mail retesolidale@gmail.com e filtrate da Sara e Malika. La chat nasce come gruppo di ascolto e di aiuto. “Se una persona vuole segnalare una difficoltà le altre sono pronte a darle una mano restando in chiamata nel tragitto verso l’alloggio o raggiungendola di persona. Anche se il progetto è creato su uno spazio virtuale, la chat deve svolgere una funzione logistica con segnalazione e richiesta, ma il passo successivo è quello di incontrarsi. Per ora è un gruppo solo al femminile ma l’obbiettivo è quello di allargarlo a tutta la cittadinanza urbinate” spiega Sara.

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