Come eravamo… a Fermignano. Le foto vent’anni dopo: quelli del 2000 allo specchio

Mostra Fermignano
di LINDA CAGLIONI

FERMIGNANO – Mille fotografie di almeno quattromila fermignanesi. È il patrimonio raccolto 20 anni fa dal fotografo Gustavo De Luca con una macchina a pellicola medio formato, una Mamiya, e diventato un album testimonianza, Quelli del 2000. Un libro che è una radiografia della Fermignano di allora, quando di abitanti ce n’erano mille in meno.

Quelle foto ora acquistano nuova vita grazie al figlio di Gustavo, Davide, che sta tornando nei luoghi in cui era stato il padre. Per fotografare le persone nelle stesse cucine e negli stessi salotti 20 anni dopo. I primi risultati del lavoro sono visibili nella sala Bramante, nell’ambito della mostra Siamo quelli. Esposte sulle pareti, ci sono anche 26 foto. Tredici sono state scattate nel 2000 e le altre 13 ne rappresentano la replica odierna.

“A emozionare è stata soprattutto la sensazione di ammirare il passare degli anni – ha detto Andrea Sacchi, ideatore del progetto – L’iniziativa non ha un limite, l’ambizione è che possa proseguire nei decenni. Nella foto non c’è più bisogno di spiegazioni, ognuno ci vede quel che sente”.

E quanto si vede e si sente, nella sala Bramante di Fermignano, è un mosaico di vite che si sono concesse al tempo. Di volti un tempo giovani e su cui compare qualche increspatura. Di chiome folte che si assottigliano, spalle fiere che si incurvano, bambini fatti uomini.

Paolo Saraghi, il calzolaio del paese, nella luminosa fotografia sulla parete di sala Bramante appare insieme alla mamma, gli sta accanto mentre lavora. “Qualcuno, quando ha visto le due immagini a confronto, ha detto che l’unica cosa diversa era il calendario appeso sulla parete. Io, invece, il tempo che è trascorso lo sento eccome”, racconta Paolo, tra le mura della sua bottega, sfoggiando il sorriso paziente che aveva in fotografia. E identico è anche lo sfondo: una parete che trabocca di pinze a tornio, di suole e arnesi utili a chi aggiusta scarpe e borse da tutta la vita. “All’epoca della prima fotografia avevo 37 anni. Gustavo volle immortalarmi nella bottega con mia mamma Bruna, che oggi ha 90 anni. Ricordo che lei era stata entusiasta dell’idea. Farsi fotografare, in quegli anni, non era una cosa così comune”.

Passeggiando nella sala, ci si imbatte anche nella foto di Alessandro Betonica, il vicesindaco, insieme alla sua famiglia. “Mi ricordo con precisione il giorno in cui il fotografo venne a casa nostra nel 2000. Ci eravamo incastrati nella porta, sembravamo i Queen. Quella volta riuscimmo a starci agilmente. Ma quando due settimane fa è tornato Davide per scattarne un’altra, non ci stavamo più. Siamo tutti ingrassati”.

Il progetto nel 2000 durò un anno. In quel lasso di tempo De Luca padre entrò con la sua macchina fotografica nella quotidianità della gente. Ma di formalità e di imbarazzo non ci fu l’ombra. “Le fotografie che facevo erano studiate nel dettaglio, al contrario di oggi se ne facevano tre, quattro massimo – spiega De Luca. – In quegli anni il fotografo era chiamato a immortalare i momenti più importanti, i matrimoni, le cresime, le comunioni. Così, quando nel 2000 partì il progetto, ero accolto sempre volentieri. Le sedute fotografiche finivano spesso con inviti a pranzo”.

Il mondo era diverso, e diversa era Fermignano. Ma la voglia di fermare il tempo in uno scatto resta un vizio che non passa. E nella sala di via Bramante le immagini di ieri e di oggi sembrano dialogare e conciliare epoche diverse.

“Durante lo scatto di 20 anni fa avevamo sistemato Filippo, il mio figlio più piccolo, sul tavolino in vetro – racconta Cristina Serafini, un’altra delle persone fotografate. – Ora, su quel mobile non ci sale più nessuno, e mio figlio ha rifatto lo scatto appoggiandoci appena il piede. Con il tempo peggioriamo. Ma la fotografia resta una grande testimonianza. E se riproporranno il progetto tra altri 20 anni, parteciperò ancora”.

Adesso Andrea Sacchi e i fotografi De Luca vogliono ricreare un secondo album fotografico chiamato Quelli del 2020, che permetterà alle famiglie di farsi immortalare a costo zero e rientrare nelle istantanee che raccontino la Fermignano del presente.

“Intendiamo mostrare come cambia Fermignano – spiega Davide De Luca, a cui spetta la responsabilità di raccogliere le fotografie per il prossimo album. – Ho ripercorso con mio padre i posti in cui lui era stato nel 2000, per cercare le stesse famiglie e riproporle con le stesse inquadrature. Hanno accettato tutti, e ci hanno ringraziato. Mi piace pensare che potrebbero essere i miei bambini a proseguire il lavoro nel 2040”.

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