Coronavirus, Ceriscioli: “Da Governo non ci sono indirizzi omogenei, non sto dietro a schizofrenia”

Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli

URBINO, 26 FEB. – Il presidente delle Marche, Luca Ceriscioli non ci sta e contrattacca il Governo perché, sostiene, avrebbe usato due pesi e misure differenti nei confronti delle Regioni. “Ho l’impressione che il premier Giuseppe Conte faccia fatica a dare a tutto il territorio indirizzi omogenei. Non possiamo star dietro a questa schizofrenia – ha detto il governatore intervistato al programma Circo Massimo su Radio Capital  – con la Liguria dice che si accomoda di fronte alla scelta fatta da Genova, poi Roma usa pugno di ferro con la regione Marche”. Dopotutto “la Liguria e il Friuli Venezia Giulia hanno preso decisioni analoghe alla nostra – aggiunge facendo riferimento alla chiusura di scuole e università – quando c’erano casi alle loro porte”.

“Io non ho sfidato nessuno, se è diventata una sfida è una scelta del governo – ha sottolineato Ceriscioli – Il presidente del Consiglio a un certo punto ha detto che era pronto a revocare i poteri alle Regioni, eppure il decreto di domenica ci dava più responsabilità. Ora lo vogliono riprendere. Si mettano d’accordo con se stessi”.

Le regole valgono per tutti i cittadini oppure no. Le intenzioni delle Marche? “Non vogliamo aumentare ma ridurre la paura facendo prevenzione”, ha sottolinea il Ceriscioli. Un attacco, quello del Governo, inaspettato. “Dà più tutele alle Regioni di centrodestra, come la Liguria, che non a quelle amiche”, ha aggiunto Ceriscioli.

Impugnazione dell’ordinanza o no, le Marche non faranno un passo indietro riguardo la chiusura di scuole e università. ”Sarà l’occasione per vedere chi ha fatto bene, noi o il governo che si oppone” – ha detto Ceriscioli – L’impugnazione sarà utile per tutti, per la salute dei marchigiani e aiuterà il governo a tenere comportamenti più coerenti”.

E sulla gestione dell’emergenza coronavirus del Governo, il Governatore punta il dito: ”Conte dice non c’è ragione di chiudere le scuole, ma quando mi ha telefonato mi ha parlato di un coordinamento nazionale per avere regole uniformi”. La mattina dopo però i Presidenti di Regione in collegamento con il Presidente del Consiglio “non hanno avuto direttive omogenee”, ha sottolineato Ceriscioli.

(c.u.)

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