Le botteghe d’arte di via Valerio a Urbino, la scuola degli artigiani aperta ai turisti

DI ALICE TOMBESI

URBINO – In Via Valerio, nel centro storico di Urbino, capita che il silenzio venga rotto dal tintinnio di sonagli a forma di angeli e campane. Decorano un vicolo già pieno d’arte ad ogni angolo. Proprio qui, infatti, ha sede ArtigianArte, l’associazione di artisti e artigiani che dal 2018 ha trasformato delle sale di proprietà del Comune, che si affacciano lungo tutta la via, in botteghe dove vendere e divulgare il loro talento.

“L’idea è di rilanciare l’artigianato come centro culturale e turistico per la città, perché il problema, qui, è riuscire a trattenere i turisti più a lungo” dice Federico Gargagliano, che realizza maschere in cuoio. Dopo Palazzo Ducale e Casa Raffaello, le due mete principali del turista quando arriva a Urbino, via Valerio, secondo Gargagliano, potrebbe diventare un terzo polo attrattivo, dove i visitatori oltre che comprare, possono ‘sporcarsi le mani’: “Con gli artigiani della via cerchiamo di coordinarci per offrire al visitatore un turismo esperienziale, fatto di laboratori dove possono fare maschere, sculture ma anche visitare mostre o eventi”. 

E di sculture è pieno il laboratorio di Giovanna Giusto. Questa ragazza di Lecco nel 2016 ha vinto un bando pubblicato dal Comune di Urbino che affidava i fondi messi a disposizione per via Valerio ad artisti o artigiani. “Cerco di manifestare dentro l’opera qualcosa che vada a toccare l’emotivo di chi guarda” afferma. Sembra di fare un salto indietro nel tempo quando si entra nella sua bottega: classici greci e latini ma anche fate ed elfi imprigionati nell’argilla che da ogni angolo catturano lo sguardo. 

Quella di via Valerio è una comunità di artisti e artigiani legati dalla stessa passione, che si riflette nelle tante sfaccettature della loro espressione. C’è chi, come Ruben Rojo, è arrivato qui quarantadue anni fa dall’Argentina e non se ne è più andato: “Ero venuto a Urbino per studiare e sono rimasto. Ho incontrato un orafo che mi ha insegnato il suo mestiere che poi è diventato il mio. Dal rame e dall’ottone creo gioielli”. 

ArtigianArte ha messo a disposizione una sala comune come “residenza d’artista”: “Chi vuole lavorare in centro può presentare il suo progetto artistico, fare richiesta del periodo di cui ha necessità e venire a lavorare all’interno della via” dice Giovanna. Ad occupare la sala comune oggi c’è Alessandro Merlanti, un artista di Bologna. Lavora principalmente sulle esplosioni e ora sta portando avanti un progetto che ritrae le porte di Urbino in miniatura. A partire da giugno, poi, ogni seconda domenica del mese l’associazione ha organizzato un aperitivo con l’artista e il pubblico per creare un dibattito intorno all’arte. 

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