Lunano, minacce e tentate lesioni a una collega. Condannato a 8 mesi

Ingresso del Tribunale di Urbino, in via Raffaello
DI EMILIA LEBAN

URBINO – Il suo comportamento e le minacce sul luogo di lavoro avevano creato tensione. Solo la denuncia di una collega, contro la quale Mohamed Rais, dipendente dell’azienda Kaplast di Lunano, aveva lanciato un gancio di ferro, rischiando di ferirla gravemente, ha messo fine al clima di violenza. Rais è stato condannato dal Tribunale di Urbino a otto mesi di reclusione (pena sospesa) per minaccia, e tentate lesioni personali.

La vicenda risale al 2016, è cominciato tutto con un litigio in azienda: “Si tratta di una lite intervenuta nell’ambiente di lavoro – ha spiegato al Ducato l’avvocato d’ufficio di Rais, Adolfo Paoli – ha urlato ‘fatti gli affari tuoi’ a una collaboratrice che aveva cercato sedare una lite tra lui e un’altra collega con cui l’uomo aveva avuto una relazione in passato”.

La collega: “Nessuno interveniva”

“Insultava pesantemente la sua ex compagna: ‘Sei una puttana, ti ammazzo, ti sgozzo’. Poi è passato agli spintoni”, ha riferito al Ducato F.B, intervenuta in difesa della collega. La donna, che preferisce restare anonima, ha parlato del “clima di omertà che si respirava nel luogo di lavoro”, aggiungendo che “nessuno in fabbrica si è mai sognato di intervenire. Solo io ho avuto questo coraggio e poi Rais ha cominciato a insultare anche me”.

La donna ha raccontato che una volta l’uomo le ha fatto il gesto del “taglio della gola”, come ad avvertirla di una ritorsione in arrivo. E così è stato: “Mi ha tirato addosso un pezzo di ferro, un gancio – ha detto F.B – per fortuna l’ho schivato, altrimenti ora non sarei qui a parlarne”. Da qui, la decisione di denunciarlo. E da allora la vita in fabbrica per F.B è diventata praticamente impossibile: “Nessuno mi rivolgeva la parola, l’ambiente era talmente ostile che ho dovuto lasciare il lavoro”. Anche l’ex compagna di Rais ha lasciato la fabbrica. “Da quando mi sono licenziata, lei aveva paura di andare a lavoro da sola. Adesso è scappata, non siamo riusciti a rintracciarla per farla testimoniare al processo”, ha spiegato F.B.

Rais ora dovrà pagare 5.000 euro a titolo di risarcimento della parte lesa e 2.800 euro per coprire le spese processuali. È quanto stabilito dalla giudice, che ha anche condannato l’uomo a otto mesi di reclusione con sospensione della pena. “Sono fiera di quello che ho fatto – ha concluso F.B – Nella vita penso di aver fatto il mio dovere e di aver avuto la testa alta. Se tutti agissero così, i nostri figli vivrebbero in un mondo migliore”

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