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Sit-in dei precari all’ospedale di Urbino. “Per la Regione siamo lavoratori di serie B”

Trentanove i lavoratori e le lavoratrici precarie all’interno degli ospedali della provincia di Pesaro Urbino, una trentina solo a Urbino. Hanno contratti che vengono rinnovati di sei mesi in sei mesi e sono all’interno delle strutture sanitarie da almeno dieci anni. “Senza di loro alcuni servizi sanitari si fermerebbero completamente” dice al Ducato Valentina D’Addario, segretaria generale di Nidil Cgil Pesaro Urbino, che continua: “Chiediamo una stabilizzazione e la premialità Covid che la Regione ha negato loro”.



Incontro sulla Sanità: “Troppe strutture, pochi medici. Urbino diventi “ospedale vero”

Con un personale medico sempre più ridotto, il futuro dell’Ospedale di Urbino dipende da quello degli altri ospedali della regione. “Una struttura unica tra Pesaro e Fano, così si libererebbero risorse per Urbino” è la soluzione di Claudio Maffei, ex direttore sanitario dell’Inrca ora in pensione. “Più centri territoriali per la cura dei pazienti cronici” rilancia Piero Benedetti, ex direttore del reparto di medicina e lungodegenza dell’ospedale di Cagli. Queste alcune delle proposte uscite dall’incontro “Sanità. Riflessioni e proposte per Urbino e il territorio”, organizzato da Articolo Uno e Sinistra per Urbino


Fine vita. Mario, Antonio e Fabio: una storia marchigiana

La solidarietà raccolta da Mario nella sua comunità di riferimento ha incoraggiato Fabio e Antonio a farsi avanti. Loro che vivevano immersi nello stesso ambiente, che incontravano le stesse persone e che alla fine, hanno ricevuto la stessa solidarietà





Suicidio assistito: Fabio Ridolfi, a giorni sospensione alimentazione artificiale

Lo hanno annunciato il fratello Andrea assieme agli esponenti dell’associazione Luca Coscioni durante una conferenza stampa convocata nella casa di Ridolfi a San Silvestro, frazione di Fermignano. Dopo lo stop a idratazione e nutrizione, verrà trasferito all’hospice di Fossombrone dove gli verranno somministrati farmaci per la sedazione profonda in attesa che sopraggiunga la morte



Suicidio assistito. La storia di Fabio Ridolfi che ora chiede di morire

Fabio Ridolfi, prima della malattia, divideva la vita fra gli allenamenti di calcio, le prove della band in cui suonava la batteria e lavorava come muratore in una ditta locale. Dal 2004, passa la vita immobile nel letto della sua camera, a causa della rottura improvvisa di un’arteria basilare

IL SOSTEGNO DELLA LUCA COSCIONI – Mina Welby: “Fabio è una grande persona”

LA BATTAGLIA PER IL FINE VITA – Dall’attesa al via libera della Regione


Suicidio assistito, via libera per Fabio Ridolfi. Ma il parere è incompleto

Dopo 40 giorni di attesa, arriva il parere positivo del Comitato etico dell’Azienda sanitaria delle Marche. Ridolfi potrà accedere al fine vita, ma nel documento non è indicata né la modalità di attuazione, né il farmaco da usare. Contattate la Regione e l’Asur, non abbiamo ricevuto risposta sul motivo del ritardo


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