Coronavirus, aperte solo attività di pubblico servizio. Polizia urbana: “Monitoriamo. I commercianti s’adeguano”

Coronavirus, Urbino deserta (credit: Almo Berretta)
di FILIPPO CAMPO ANTICO

URBINO – La salita di via Raffaello è una schiera di saracinesche abbassate. Solo il supermercato è aperto. “Al momento non ci sono problemi. Tutte le attività commerciali si sono adeguate alle direttive del governo”, assicura la polizia locale di Urbino, le cui pattuglie sono in giro a monitorare il rispetto del decreto firmato ieri sera dal presidente del consiglio Giuseppe Conte.

È stata disposta la chiusura di tutte le attività che non svolgono attività di pubblico servizio o non producono beni di prima necessità fino al 25 marzo.

 

A chiudere saranno ad esempio parrucchieri e centri estetici, mentre farmacie e negozi che vendono generi alimentari rimarranno aperti. “Abbiamo anche verificato che non ci fossero eccessivi assembramenti di persone all’interno dei supermercati e che venissero rispettate le distanze di sicurezza. Per il momento non c’è necessità di moderare gli ingressi”, conclude la polizia locale di Urbino.

Tutti i negozi alimentari rimarranno aperti. I bar, i pub e i ristoranti dovranno rimanere chiusi, ma resta consentita la consegna a domicilio. I servizi mensa potranno rimanere aperti solo se saranno in grado di far rispettare la distanza di sicurezza. Le farmacie saranno aperte. Le attività produttive, agricole e zootecniche rimarranno attive ma i datori di lavoro dovranno adottare provvedimenti per far rispettare le distanze di sicurezza. Ci saranno incentivi allo smart-working, ricorso alle ferie anticipate e chiusure dei reparti non indispensabili alle produzioni. I trasporti pubblici saranno attivi.

Inoltre, le attività che rimarranno aperte sono: i servizi bancari, finanziari e assicurativi; le pompe funebri; le edicole e gli stampatori; i tabaccai; le lavanderie; le pompe di benzina; i negozi di elettronica; i negozi di articoli per la cura degli animali domestici. I professionisti attivi saranno: gli idraulici, i meccanici, i fotografi e gli ottici.

La nomina del supercommissario

Il premier ha poi annunciato la nomina a super commissario per l’emergenza del Coronavirus di Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), che affiancherà il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Il suo ruolo sarà quello di di aumentare la produzione di attrezzature per le terapie intensive.

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