Urbino e Pesaro piangono Giovanni Ranocchi, l’imprenditore dal “cuore solidale”, vittima del virus

Giovanni Ranocchi con due giocatrici di basket, Beatrice Terenzi ed Elisabetta Ferri
di LINDA CAGLIONI

URBINO – “Mi ha accolto tra le sue braccia che ero solo un ragazzo. E da allora non ha mai smesso di essere un amico prezioso per me”. Francesco Fabbri, presidente della squadra pesarese di Football Angels, ricorda così Giovanni Ranocchi, l’imprenditore urbinate di 76 anni scomparso alle 3 della scorsa notte. Il fondatore della Team System spa e del gruppo Ranocchi si è spento all’ospedale San Salvatore di Pesaro, dove da qualche giorno lottava contro il Coronavirus. “Era sponsor della nostra squadra e di molte altre realtà sportive, dal volley al basket – continua Fabbri, che ha appreso la notizia dalle figlie di Ranocchi, Arianna e Giovanna – non si perdeva una sola partita, veniva sempre ad assisterci. Ho perso un amico, una persona che mi ascoltava sempre. Non so quando sia stato contagiato. So soltanto che venerdì 13 marzo era ancora in azienda. Era un uomo attivo, pieno di energie. Era difficile tenerlo fermo”.

A poche ore dalla sua scomparsa, la sua pagina facebook si è riempita di messaggi d’affetto. Come quello della giocatrice di basket Beatrice Terenzi, che ha scritto: “Ogni volta che io e Betta venivamo a bussare alla tua porta per chiederti fondi per la Nazionale di basket sorde ci accogliervi così: ‘Cosa volete questa volta?’ Poi uscivamo dal tuo ufficio sempre con una tua promessa, sempre mantenuta. Grazie per il tuo amore per il sociale, per il tuo cuore solidale. Grazie per essere state le tue ranocchie”.

Una perdita per Pesaro e per Urbino

Al cordoglio si è unita anche l’amministrazione di Urbino: “Lascia un’impronta indelebile nel tessuto economico e nel mondo sportivo del nostro territorio. Apprendo che la sua scomparsa – commenta il Sindaco di Urbino Maurizio Gambini – è legata al contagio dovuto al Covid-19 e questo rende la notizia ancora più triste”. Ma il dolore della perdita arriva anche delle istituzioni di Pesaro, città d’adozione in cui l’uomo viveva con la moglie Rosy: “Il territorio perde un protagonista coraggioso – ha detto il sindaco Matteo Ricci – che ha costruito ogni tappa della sua vita professionale con lungimiranza, sacrificio e visione. Non lo dimenticheremo”.

La vita in un libro

Ranocchi era nato nel 1944, “in un podere nelle campagne di Urbino, verso la fine della seconda guerra mondiale, da un’umile famiglia contadina”. Lo racconta lui stesso nella prefazione della sua biografia Ricomincio da capo, scritta da Giusi Balzano, in cui nero su bianco erano riportate le vicissitudini che avevano segnato la sua carriera. Ranocchi aveva mosso i primi passi come venditore delle macchine da scrivere Olivetti, dopo il diploma all’istituto tecnico Enrico Mattei di Urbino. “Se non fosse stata per la prima Lettera33 venduta alla mia professoressa dopo il primo pomeriggio sconfortante di lavoro, io non avrei fatto questo mestiere”, raccontava lui stesso in un’intervista rilasciata quasi due anni fa a Rossini TV. Dopo quella prima esperienza nel mondo del lavoro, l’imprenditore urbinate aveva creato l’azienda TeamSystem spa. Alcune controversie lo avevano spunto a chiudere quel capitolo per fondare nel 2002 il gruppo Ranocchi, una realtà specializzata nei servizi dell’informatica e del marketing.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e di terze parti maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi