Voti in base alla media: a processo un professore dell’Università di Urbino

Università di Urbino
di CHIARA RICCIOLINI

URBINO – L’accusa per un docente universitario è grave: aver dato voti in base alla media del libretto, senza sostenere l’esame. Emanuele Russo di tecnica e metodologia dell’intervista è a processo al Tribunale di Urbino per falso in atto pubblico con l’aggravante di reato continuato. Ad accusarlo, le dichiarazioni di ex studenti. Ma l’imputato ha anche ammesso, ieri in aula, di essere stato negligente almeno in un caso, nell’assegnare il voto a una studentessa che non aveva sostenuto la prova.

La vicenda

Tutto è iniziato nel 2017, quando una studentessa ha condiviso in un gruppo Facebook un post in cui si vantava di aver superato l’esame del professor Russo semplicemente appoggiando il proprio libretto insieme a quello degli altri sul banco. Data infatti la grande mole di studenti iscritti all’appello, il prof aveva comunicato che in molti sarebbero stati esaminati il giorno successivo, ma per chi non avesse potuto presentarsi il giorno dopo aveva proposto quel metodo alternativo di valutazione.

Dal canto suo, il professore si è difeso dicendo di aver proposto agli studenti di ricevere il voto sulla base del lavoro di gruppo svolto durante il corso, che secondo il “patto d’aula”, sarebbe servito a integrare il voto all’orale. Ha infatti dichiarato di aver tenuto un foglio in cui si appuntava il nome dello studente, la matricola e il voto ottenuto al lavoro di gruppo, che regolarmente consultava prima di scrivere quello definitivo sul libretto.

Chiamato a testimoniare dalla difesa, incalzato alle domande della giudice Benedetta Scarcella, ha però ammesso: “Sono stato ingannato da una ragazza che aveva lasciato il libretto senza averlo svolto. Avrei dovuto verificare il voto assegnato al suo lavoro, ma plausibilmente non l’ho fatto”.

La testimonianza di un’ex studentessa

Un’ex studentessa chiamata a testimoniare ha dichiarato: “Il professore ha comunicato che non avremmo concluso le interrogazioni tutti in giornata e ha offerto la possibilità di appoggiare i libretti per ricevere una valutazione basata sulla media degli esami. Molti compagni hanno accettato, ma io ho rifiutato perché la mia media era bassa. Ho atteso fino alla sera e sono stata valutata solo in base al lavoro di gruppo svolto durante il corso, senza essere interrogata dal professore. Il voto assegnatomi per il lavoro di gruppo è stato 28”.

Nel corso delle domande della Pm Enrica Pederzoli, la testimone ha aggiunto che il voto finale, stando a quanto riferitole dai compagni vicini al prof, si sarebbe basato sia sul lavoro di gruppo, ma anche sulla media degli altri voti in carriera.

Ma contro interrogata dall’avvocato della difesa Mauro Sandri la testimone ha però precisato di non aver visto personalmente Russo assegnare i voti in quel modo. E di non aver udito direttamente il professore dichiarare di voler valutare gli studenti in base alla media del libretto; questa affermazione, infatti, le è stata riportata dai compagni vicini al professore che l’avevano sentito parlare.

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