Elezioni comunali, Londei: “Non mi ricandido. Il nostro decalogo per il sindaco che verrà”

Da sinistra a destra: Ferruccio Giovanetti, Giorgio Londei e Tiziano Mancini
Di RAFFAELE DI GAETANI

URBINO – “Il fatto che noi non candidiamo un sindaco potrebbe sembrare un passo indietro ma facciamo due passi in avanti. Candidiamo le idee che abbiamo” a dirlo il presidente dell’associazione Urbino Capoluogo Giorgio Londei che annuncia che non correrà alle elezioni comunali di Urbino del prossimo giugno. A chi gli chiede quale sarà la posizione dell’associazione verso le altre liste risponde: “Ci sono alcuni candidati di Urbino Capoluogo nelle tre liste, ma ho detto loro che se si presenteranno a titolo personale. Sono circa dieci. Noi non diamo indicazioni di voto”.

La costruzione di una nuova palazzina all’ospedale, il fatto che quattro persone su cinque sono anziane a Urbino e il problema isolamento sono alcuni dei dieci punti su cui la prossima amministrazione dovrà impegnarsi per il futuro della città e che Londei ha presentato nella conferenza stampa di Urbino capoluogo. Londei conosce bene Urbino perché è stato sindaco per tre mandati, dal 1980 al 1993, quando poi venne eletto senatore e si spostò a Roma. Alle elezioni comunali del 2019 si era ricandidato ma venne sconfitto dall’attuale sindaco Maurizio Gambini.

La sede della provincia dopo Urbino capoluogo

Urbino sarà il capoluogo più piccolo in Italia per numero di abitanti (13.749). La rappresentanza della città ducale aumenterà passando dai 15 consiglieri e 6 assessori ai 31 consiglieri e i 9 assessori. “Abbiamo bisogno di capire quali benefici può portare alla città la trasformazione in capoluogo. Il presidente della Provincia ha detto che la sede legale deve essere a Pesaro ma l’associazione Urbino Capoluogo ha detto di no. Io ho proposto a metà strada, a Vallefoglia. L’ideale sarebbe Urbino, ma non certamente Pesaro per una questione di equilibrio tra le due città”.

Fondi Pnrr e periferie

Londei: “Per affrontare i problemi serve uno spirito comune. Deve esserci un tavolo permanente tra amministrazione e le associazioni, sia sindacali che culturali, della città”. Sui fondi del Pnrr e della legge sulle periferie per lo sviluppo urbanistico Londei dice: “Su come spendere i 46 milioni di euro arrivati il Consiglio comunale in parte ha già deciso. Nessuna scelta è stata presa su come utilizzare gli altri soldi e quelli che arriveranno con Urbino capoluogo”.

Quattro abitanti su cinque sono anziani

“Gli studenti oggi sono 14mila mentre negli anni 90 erano 19mila. A Urbino su cinque abitanti quattro sono anziani. Una città che ha questo trend con i nuovi nati non può colmare il calo demografico. C’è bisogno di strade nuove” dice Londei sul problema dello spopolamento. Sulla residenza dei lavoratori: “A Urbino vengono 600 persone dal territorio per lavorare ma nessuno risiede. Neanche i professori universitari”.

Secondo l’associazione Urbino Capoluogo per aumentare l’attrattività della città serve aumentare i posti di lavoro: “La gente sta dove c’è il lavoro. Ho analizzato le aziende del territorio. Gli imprenditori devono sentirsi protetti da Urbino e dal Montefeltro”.

La Pedemontana Urbino-San Marino

Londei era sindaco di Urbino quando è stata presa la decisione di chiudere la stazione ferroviaria nel 1987. Sulla soluzione per risolvere il problema isolamento dice: “Ci sono le solite questioni come la Fano-Grossetto. Qui c’è un problema per Urbino. Io ho visto la delibera dell’Anas che finanzia la circonvallazioni a Urbania e Mercatello ma non c’è quella di Canavaccio. Sulla Pesaro-Urbino era stato firmato un protocollo cinque anni fa ma non si è saputo più niente”.

Per Londei “l’unica cosa che forse è andata avanti è stata la proposta dell’associazione Urbino capoluogo della pedemontana San Marino-Urbino dove proponemmo la Urbino-Carpegna-San Marino. Adesso a Carpegna c’è una novità: lo Stato e la Regione hanno stanziato fondi il collegamento da Fabriano, Sassoferrato, Pergola, Cagli fino a Carpegna”.

“Serve impegno per l’ospedale”

“Nessuno parla della palazzina che deve sorgere accanto all’ospedale per le emergenze. Sono stati stanziati 22 milioni di euro per realizzarla. Oltre a medici e infermieri questa struttura sarà decisiva” argomenta Londei sulla sanità.

Anche per il vicario dell’associazione Ferruccio Giovanetti l’ospedale di Urbino non offre un servizio adeguato: “Mancano infermieri e medici, ma c’è anche un’esigenza di miglioramento strutturale. È l’insieme che crea disagio. Noi non vogliamo fare critiche perché sappiamo i problemi dei tagli alla sanità, ma deve esserci un impegno della nuova amministrazione insieme alle regione”.

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