di CARLA DELLE VEDOVE
URBINO – Il sindaco di Urbino Maurizio Gambini è contrario a una gestione dei rifiuti urbani regionale anziché provinciale: “Comporterebbe un aumento dei costi per i cittadini”. Il problema si pone perché dal 2028 dovranno essere chiuse le due discariche attualmente in uso nella provincia e va trovata una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti. Nello scenario prospettato da Gambini, con la costituzione di un’Assemblea territoriale d’ambito regionale i rifiuti dovrebbero essere trasportati ad Ancona: tragitti più lunghi e costi maggiori che, teme, ricadrebbero sui cittadini della provincia di Pesaro e Urbino.
Se ogni territorio dovesse sostenere il costo del trasporto dei propri rifiuti, è il ragionamento di Gambini, quelli più lontani dagli impianti sarebbero penalizzati. Il sindaco chiede invece un sistema che ripartisca equamente questi oneri, evitando che i costi legati alla distanza da percorrere pesino sulla bolletta, e indica come riferimento l’Emilia-Romagna. “Sarebbe diverso invece se venissero stabilite delle tariffe a livello regionale”, sostiene.
Per questo, nell’incontro del 29 settembre dell’Assemblea territoriale d’ambito (Ata) di Pesaro e Urbino, Gambini ha espresso la propria contrarietà alla creazione di un’Ata unica regionale al posto di quelle provinciali. Ha comunque votato a favore della candidatura dell’Ata pesarese come capofila della transizione verso il nuovo assetto, per il quale fino a quel momento si era candidata soltanto Ancona.
Soluzioni temporanee e alternative
Intanto l’assemblea ha approvato, nonostante la contrarietà del sindaco di San Costanzo, l’aggiornamento del Piano d’ambito. Il documento prevede ampliamenti in altezza per 450 mila metri cubi a Ca’ Asprete e 300 mila a Monteschiantello, per soddisfare il fabbisogno di conferimento fino al 2028, oltre l’orizzonte del 2026 previsto dal Piano precedente.
Resta da decidere come gestire i rifiuti dopo quella scadenza. Tra le ipotesi c’è la realizzazione di un termovalorizzatore. “Sappiamo che si dovrà costituire un tavolo tecnico a livello regionale che individui, tra l’altro, i siti idonei per il termovalorizzatore”, afferma il presidente della Provincia Alberto Alessandri. La candidatura dell’Ata pesarese come capofila nasce dalla volontà di partecipare a queste scelte: “Tra lo zero e il termovalorizzatore nel mezzo c’è tutta una prateria, noi vogliamo dire la nostra e incidere”.




