Picchio d’oro a Marica Branchesi, scienziata urbinate. “Ha superato divari e steccati di genere”

L'astrofisica Marica Branchesi nella sala consiliare della Regione riceve il Picchio d'oro
DI LINDA CAGLIONI

URBINO – Tanti anni fa partì da Urbino alla volta del mondo per indagare buchi neri e ammassi di galassie che piegano lo spazio e il tempo. Oggi, l’astrofisica urbinate di fama internazionale Marica Branchesi, classe 1977, è tornata a casa. Nella sala del Consiglio regionale, ha ricevuto il Picchio d’oro 2018, massimo riconoscimento delle Marche. Un premio al merito per il suo ruolo nella scoperta delle onde gravitazionali. Tra le motivazioni del riconoscimento, il contributo dato a “un dialogo internazionale che ha fatto progredire la civiltà umana verso nuove frontiere” e l’essere diventata “pioniera di una nuova era dell’astronomia, incoraggiando il valore delle diversità, superando divari e steccati di genere”.

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“Questo è un omaggio bellissimo perché viene dalla mia regione, che amo” ha detto durante la premiazione la ricercatrice urbinate: “Credere che fare lo scienziato sia un mestiere per gli uomini è uno stereotipo. Le onde gravitazionali dimostrano che ha trionfato la diversità. In un momento in cui si ha paura delle differenze queste scoperte fanno capire quanto in realtà siano una ricchezza”. Branchesi, per la rivista Time tra le 100 persone più influenti al mondo nel 2018, e inserita nella top ten degli scienziati da Nature per il suo ruolo in una delle rivelazioni più importanti del nostro secolo nell’ambito della fisica, lavora al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, diretto da Eugenio Coccia, anche lui fisico di fama internazionale e premiato quest’oggi.

“E’ un vero piacere poter conferire questo riconoscimento – ha detto il presidente della Giunta Luca Ceriscioli – si tratta di una scelta importante e doverosa, un premio forse minore rispetto a quelli già ricevuti, ma di una scala più vicina al cuore perché viene dal vostro territorio di origine. La scienza è una dimensione raramente accostata alla nostra regione, ma è uno sguardo che arricchisce la realtà e contribuisce a completare la bellezza infinita delle Marche”.

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