La prof di Leicester torna alla Carlo Bo: “Porto i miei studenti a scoprire Urbino”

di FILIPPO CAMPO ANTICO

URBINO – Laurea alla Carlo Bo, carriera accademica nel Regno Unito e poi di nuovo nella città ducale per farla scoprire ai suoi giovani studenti della facoltà di Scienze politiche dell’Università Montfort di Leicester. Questa è la storia di Arianna Giovannini, docente di Politica territoriale che, all’interno del progetto DMUglobaltrip organizzato dall’università britannica, ha accompagnato dieci dei suoi studenti a Urbino per preparare relazioni e analisi sui sistemi politici dell’Italia e della Gran Bretagna.

I ragazzi al lavoro sui temi chiave della politica dei rispettivi paesi

“La laurea alla Carlo Bo mi ha aperto la strada alla passione per le scienze politiche e per la politica territoriale. A Urbino si fa molta ricerca, tant’è che quando mi sono trasferita nel Regno Unito per il dottorato non ho avuto bisogno di frequentare il corso di metodologia della ricerca”, dice Giovannini, parlando degli studi portati avanti all’Università di Leeds, a cui ha avuto accesso grazie a un bando che non avrebbe mai pensato di aggiudicarsi. Il suo primo impatto con il mondo britannico, però, lo aveva avuto grazie all’anno trascorso all’Università di Exeter per fare ricerca, un’esperienza organizzata dalla Carlo Bo. “Il professor Ilvo Diamanti mi aveva consigliato di andare in Inghilterra per approfondire le politiche territoriali e poter così concludere la mia tesi di laurea. È colpa sua se non sono più tornata in Italia”, commenta scherzosamente.

“Quando a Leicester mi si è presentata la possibilità di fare un viaggio di studio insieme ai miei studenti, pensare a Urbino è stato per me naturale. E poi sapevo che la dimensione raccolta della città avrebbe permesso ai ragazzi di relazionarsi meglio con gli universitari del luogo. Mi sembrano entusiasti”, dice la docente. “Urbino è fantastica. Il sole, gli aperitivi in piazza, ma anche la storia e la cultura. È stato utile discutere di politica e attualità con i miei colleghi italiani”, confema Daniel Bewley. “A me piace molto la fotografia e Urbino ha dei paesaggi bellissimi da immortalare”, aggiunge la collega di studi Niamh Lennon-O’Keefe.

Prima giornata di lavori. Martedì nella Sala del consiglio della facoltà di economia, gli studenti, dieci inglesi e dieci italiani, sono divisi in quattro gruppi da cinque per discutere i punti cardine della politica dei rispettivi paesi. Alla fine, dovranno realizzare un poster, in cui mostrare in modo sintetico e grafico i risultati del confronto. Gli italiani parlano del debito pubblico che non permette al nostro paese di cambiare marcia. I britannici immaginano i possibili scenari del post Brexit, che è stato un tema centrale negli incontri di analisi comparata dei sistemi politici. “Il Regno Unito è diviso e la tensione è forte. Abbiamo un governo di minoranza, tenuto insieme dagli unionisti dell’Irlanda del nord. E le correnti dentro al partito conservatore non aiutano. La possibilità di un’uscita senza accordo è ancora aperta. Se ci dovesse essere un altro referendum non è detto che vinca per forza il Remain”, afferma la professoressa.

“Ero troppo giovane per votare quando c’è stato il referendum. Io sono per il Remain. Spero in una riformulazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che definisce la procedura per lasciare volontariamente l’Unione, anche se non è politicamente possibile. Vorrei fortemente un secondo referendum per risolvere l’impasse” commenta Daniel.

“La politica italiana è davvero stimolante. La partecipazione politica qui è maggiore rispetto a quanto accade nel mio paese come dimostrano i dati di affluenza al voto” conclude Niamh.

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