Spazio ai giovani e mini sindaci nelle frazioni: il piano di Londei per riqualificare Urbino

di ELIA FOLCO e RACHELE SCODITTI

URBINO – Porre la rinascita di Urbino al centro passando per i giovani e dare maggiore considerazione alle frazioni, eleggendo dei mini sindaci che si occupino di aiutare l’amministrazione: l’idea espressa da Londei giovedì 11 aprile all’incontro nella sala comunale Campo sportivo di Cavallino è questa, evidenziata dalla creazione di un gruppo composto in larga parte da ragazzi, che portando le loro esperienze e il loro spirito innovativo possono dare una grande mano alla città.

E per comunicare questo messaggio Londei ha scelto un sistema innovativo: un video di tre minuti per elencare i problemi di Urbino, il suo invecchiamento e la sua arretratezza, che la stanno poco a poco portando a implodere.

L’idea di creare una serie di grafic novel animate (realizzata da due ragazzi di Pesaro, Tommaso Cocon e Gianmarco Palacay, visibili su Youtube) che saranno diffuse nei prossimi giorni sui social e sui media per presentare il proprio programma elettorale è figlia del desiderio del candidato di lanciare un messaggio: Urbino si sta spopolando e sta sparendo sempre di più dai radar degli italiani. Bisogna quindi, dice Londei, intervenire per riportare la città ducale allo splendore che la aveva caratterizzata negli anni passati.

Anche il duca vuole uscire a divertirsi

“Ehi duca, dove vai a quest’ora? Non lo sai che tutti i locali devono chiudere alle due di notte?”. L’apertura del primo video tocca uno dei problemi che la coalizione Londei imputa all’attuale amministrazione, quello dell’ordinanza che vuole fare “pulizia del divertimento”. Ci vuole, viene detto nel video, una riscoperta del patrimonio culturale urbinate, composto in larga parte da giovani; “Bisogna smettere col pressapochismo e la disinformazione. Vogliamo offrire nuovi stimoli a studenti e cittadini, offrendo politiche di sostegno e non di proibizione”. Gli universitari sono uno dei più importanti motori della città per Londei, che promette loro grande spazio nella vita cittadina, dando loro la possibilità di interagire anche coi più anziani e conoscere la città anche tramite i loro occhi”.

“Non abbiamo bisogno di una città che si chiuda, ma di un’Urbino che si apra alle idee, all’altro e al divertimento” conclude il video.

Ridare vita a una città arida, con l’aiuto dei ragazzi

“Una città che scende sotto i 15 mila abitanti è vicina alla morte. È necessario avviare un dialogo con le aree limitrofe che ci faccia tornare a essere una comunità forte e aggregata”. Questo è il primo punto su cui si sofferma la campagna elettorale: si deve riuscire, dice Londei, a fare squadra con altri centri come Canavaccio, Gadana e Cavallino, cercando di legarli maggiormente alla città, in senso non solo metaforico; una delle iniziative prevede infatti la creazione di nuovi e maggiori collegamenti con il centro, in modo da mettere fine all’isolamento a cui sono costretti.

A confermare poi la sua volontà di lavorare “con i giovani e per i giovani”, sono intervenuti all’incontro alcuni dei rappresentanti della coalizione, che hanno sottolineato l’importanza degli universitari nella città, parlando anche della loro esperienza diretta.

Andrea Balducci

Andrea Balducci, di Cavallino, è uno studente ventitreenne che si occupa anche di video-making. Fa parte della lista Prospettiva Urbino: “Manca il rapporto con gli studenti – spiega – non ci sono punti di incontro con i ragazzi. Quei giovani che venivano una volta lo facevano proprio per la presenza di molti studenti. Poi c’è un altro problema, che è quello del turismo: sarà anche vero che ci sono più arrivi, ma si tratta per lo più di scolaresche, che non fanno un vero e proprio turismo. Noi abbiamo qui intorno dei posti bellissimi, come Gradara, Fermignano e Fossombrone, ma sono collegati male, questo non incentiva a venire qui”.

Pasquale Marannino

Pasquale Marannino, candidato consigliere con Prospettiva Urbino e vigile del fuoco, insiste su quella che dovrà essere la riqualificazione urbanistica: “Urbino è una città bella fuori dalle mura per il suo paesaggio: è bellissimo attraversarlo. Si dovrebbero creare dei tratti pedonali e dei luoghi di aggregazione, come i parchi inclusivi, per coinvolgere anche i bambini. Bisogna avvicinarsi alle esigenze dei cittadini, che sono cambiate degli anni:  wi-fi cittadini gratuiti e panchine high-tech, con ricariche smartphone. Ho poi visto che a Pesaro sono stati fatti dei progetti di riqualificazione dei non-luoghi, quelli ormai in disuso. Potremmo farlo anche noi”.

Milena Fattori

Milena Fattori, insegnante, si sofferma sulla valorizzazione del territorio: “Noi dobbiamo fare spese che servono e durano. I soldi spesi per il Natale potevano essere usati per incentivare l’artigianato. Così si rischia di far chiudere molti. Urbino non è solo Palazzo Ducale, è molto di più. Potremmo creare un’app, che permetta ai turisti di conoscere questi luoghi e trovarli senza problemi. Non dimentichiamo poi l’artigianato digitale: abbiamo delle scuole che funzionano benissimo, tra istituti tecnici e di informatica, dobbiamo sfruttarli. Urbino è la capitale del Rinascimento, e questo non dobbiamo dimenticarlo: ci vuole una grande campagna di sponsorizzazione.”

Il secondo punto di cui parla è l’invecchiamento: “I centri di supporto anziani che ci sono sono sempre occupati e la lista di attesa è lunga: noi vogliamo costruirne una nuova per aiutarli. Vogliamo poi essere sicuri di poter intervenire in casi di emergenza: badante di quartiere, pasti caldi garantiti e iniziative per coinvolgerli nell’incontro con tutta la popolazione”.

Davide Bianchi

Davide Bianchi, laureato al Conservatorio, propone i consigli di quartiere: “Saranno un organo di rappresentanza diretta dei cittadini, eletto dai membri del quartiere stesso. Creeranno un legame col consiglio comunale e con la giunta comunale; per prendere una decisione dovranno per forza essere consultati. Vogliamo dare spazio a tutti i quartieri, e non al singolo centro storico”.

Natascia Soccio

Natascia Soccio invece non è di Urbino, viene dal Molise, ma è ugualmente candidata con la lista “Nel bene comune”; una scelta simbolica, dice Londei, per far capire che siamo vicini agli studenti. “Urbino è una città speciale, l’arte ha un odore diverso qui. Però col tempo l’aria diventa pesante, bisogna ogni tanto cambiarla, aprendo la finestra e portando una ventata di cambiamento. Molti ragazzi che vengono qui – aggiunge Soccio – affrontano la prima esperienza fuori casa, Urbino deve saperli accogliere e invogliarli a restare, anche nel fine settimana quando finiscono le lezioni. Io ho già avuto a che fare con Giorgio Londei, e so che è uno che mantiene la parola data” conclude.

Londei: “Serve il dialogo e il confronto, con tutti”

A concludere l’incontro è proprio l’ex senatore, che sottolinea l’importanza del voto di maggio. “C’è in gioco un voto nazionale, contro il modo di pensare dell’amministrazione che noi non condividiamo. Noi pensiamo ai giovani, vogliamo dare loro ciò che non hanno avuto negli ultimi anni. Siamo sempre aperti al confronto – aggiunge – e a includere con noi tutti quelli che meritano, a prescindere dallo schieramento politico”.

“Noi dobbiamo eleggere dei mini sindaci, che si occupino dei piccoli centri intorno a Urbino. Li eleggeremo democraticamente. In un seggio dopo le elezioni si voteranno tutti i candidati che si presenteranno, e i primi cinque faranno sindaco e consiglieri nelle frazioni del Comune, per aiutarci nell’amministrare tutta la zona” aggiunge poi.

Infine una battuta sulle ultime decisioni di Gambini: “Ho saputo che il sindaco non intende prolungare l’ordinanza. Forse si sono resi conto che Urbino si sta impoverendo e ha bisogno degli studenti, che sono una risorsa fondamentale per la città, sia culturalmente sia economicamente” conclude Londei.

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