Urbino, 25 anni di Patrimonio Unesco. “Presto il nuovo Piano di gestione”. Ecco i monumenti di maggior tutela

di MARIA CONCETTA VALENTE

URBINO – La California del Rinascimento? Era proprio Urbino. Parola di Roberto Cioppi, assessore al Turismo e al Centro storico, che ha partecipato all’evento Unesco “Cultural Heritage in the 21st century”, a Napoli dal 27 al 29 novembre. Il 5 dicembre cadono i 25 anni dal riconoscimento del centro storico della città Patrimonio dell’umanità. “Siamo stati elogiati molto – racconta Cioppi – Ci motiva questa incredibile considerazione che abbiamo a livello nazionale e internazionale”. Sono due i principali motivi per cui Urbino è stata apprezzata: “Sia per il modo in cui è conservato il centro storico, sia per le modalità con cui stiamo lavorando al Piano di Gestione”. È in arrivo, infatti, l’aggiornamento di quello elaborato nel corso del 2012-2013, che verrà presentato in giunta entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo.

L’egemonia culturale nei criteri di iscrizione

Accadde oggi 25 anni fa. Il 5 dicembre 1998 il centro storico di Urbino è stato iscritto nella lista dei Patrimoni Mondiali Unesco, al termine della 21esima sessione del Comitato per il Patrimonio Mondiale, tenutasi a Kyoto. “Il clima che si respirava era di euforia e di soddisfazione, da certi punti di vista anche per qualcosa che si aspettava da molto tempo”, racconta Roberto Mario Danese, consigliere del club per l’Unesco Urbino Montefeltro e professore all’università di Urbino. “Credo che amministratori, cittadini e operatori culturali del territorio, sapessero su cosa puntare”. Sono infatti due i criteri individuati, entrambi di carattere culturale:

  1. “Durante la sua breve egemonia culturale, Urbino ha richiamato alcuni dei maggiori eruditi ed artisti del Rinascimento, che vi hanno creato un complesso urbano di eccezionale omogeneità, la cui influenza si è largamente propagata al resto d’Europa”;
  2. “Urbino rappresenta un vertice dell’arte e dell’architettura del Rinascimento, armoniosamente adattato al suo ambiente fisico e al suo passato medievale in modo eccezionale”.
La targa che ricorda il riconoscimento di Urbino Patrimonio dell’umanità Unesco sotto ai Torricini

Insomma, i motivi per cui Urbino è riconosciuta patrimonio Unesco non prescindono dal suo essere stata culla del Rinascimento o come la designa Danese “la piccola Atene nel cuore dell’Italia”. Camminando nel centro storico e tra i suoi vicoli è possibile ammirare ancora oggi l’armonia dell’architettura e degli stili che si sono alternati nelle varie epoche. “Questo riconoscimento ha dimostrato che Urbino ha un’identità e unicità assolutamente inconfondibile – aggiunge Danese – Ecco perché ho detto che lo si aspettava, perché chi la vive, chi è stato all’Università, sa benissimo che ci sono tante cose che rendono Urbino meritevole di questo riconoscimento. Si respirava un po’ nell’aria”. E poi quel giorno: “Oh finalmente, è arrivato!”.

L’aggiornamento del Piano: cambiamenti climatici, sostenibilità e rischi idrogeologici

Come spiega Cioppi: “Nel 2013 è stato presentato un piano che era prevalentemente didascalico, nel senso che era soprattutto descrittivo e con una parte progettuale molto limitata”. Da due anni si sta lavorando al suo aggiornamento, con la supervisione dell’ufficio Unesco del ministero della cultura. Le priorità sono: cambiamenti climatici, sostenibilità e rischi idrogeologici. “C’è una forte programmazione, da qui a cinque anni, con la collaborazione di tutte le energie della città e i tanti portatori di interessi, come l’Università, la Curia arcivescovile, gli istituti accademici e così via”. Tra gli obiettivi più grandi c’è “togliere il parcheggio Mercatale e fare di quei 2200 metri un luogo comune sociale e culturale”. Il piano di dieci anni fa “lo aveva previsto. Ma è anche comodo per l’economia della città avere un parcheggio. Ora c’è quello di Santa Lucia però il sindaco è dell’intenzione di crearne un altro”.

L’Oratorio di San Giovanni con gli affreschi di Jacopo e Lorenzo Salinbeni

Gli “attributes” che caratterizzano il sito

Le celebrazioni del 25esimo anniversario si terranno giovedì 14 e venerdì 15 dicembre al teatro Sanzio di Urbino. Due giornate di tavole rotonde e di lavoro dedicate alla città. Nell’occasione verranno presentati con un sistema digitale gli “attributi caratterizzanti il sito”, elementi materiali che devono essere assolutamente tutelati perché caratterizzano il sito e verso cui è rivolta particolare manutenzione. Tra questi:
– il complesso di Palazzo Ducale e gli edifici monumentali come il Mercatale, Palazzo Albani e la Rampa di F.G. Martini;
– la Cattedrale e le chiese tra cui quelle di S. Francesco, S. Chiara e S. Bernardino;
– il sistema degli Oratori fra questi S. Giovanni, della Grotta, della Santa Croce;
– il sistema difensivo rinascimentale come la Rocca di Albornoz, le mura, i bastioni e le porte;
– gli interventi del 18° e 19° secolo tra cui Palazzo degli Scolopi, via Matteotti e Palazzo Legato Albani;
– gli interventi del 20° secolo come Palazzo del Nuovo Magistero, sede Università degli Studi Carlo Bo e la Facoltà di Giurisprudenza.

La città un tutt’uno con il suo paesaggio

“C’era Carlo, molto anziano ma c’era ancora – ricorda Danese – Lui era una specie di erede di Federico da Montefeltro”. L’ex docente e rettore dell’Università di Urbino, Carlo Bo, a cui è intitolata, aveva 87 anni quando la città divenne patrimonio Unesco. Bo riconosceva: “È incredibile questo rapporto tra costruito e non costruito”, intendendo per non costruito il paesaggio che circonda la città.

Panorama dai Torricini del Palazzo Ducale


È incredibile questo rapporto tra costruito e non costruito.

Carlo Bo

Della sua importanza era ben consapevole anche l’architetto Giancarlo De Carlo che all’interno del Piano Regolatore Generale (Prg) approvato nel 1997, prevedeva anche la tutela del paesaggio. De Carlo raccomandava sempre “va invertito il cannocchiale”. Con l’ingresso nei siti patrimonio Unesco è stata definita una “buffer zone” (zona tampone). “Urbino è all’interno di un paesaggio che la valorizza ed è lì che ci sono vincoli molto forti, paesaggistici e urbanistici”, sottolinea Cioppi. Con Arpa verrà avviato un progetto sperimentale sul monitoraggio ambientale. “Se andiamo a vedere i dati ambientali Urbino è all’interno di un territorio incontaminato, siamo i migliori nella regione”. Questi dati vanno comunicati perché sono una promozione che non è rivolta solo a turisti e viaggiatori, ma anche a chi vuole venire ad abitare a Urbino. “E questo fenomeno c’è, anche se micro”.

Dal 2006, 669.710 euro per la riqualificazione

Dati Ufficio Unesco Ministero della Cultura

Secondo i dati dell’ufficio Unesco del ministero della Cultura, dal 2006 a oggi, anno dell’approvazione della Legge 77/2006 che prevede “misure speciali di tutela e fruizione dei siti posti sotto la tutela dell’Unesco”, Urbino ha ottenuto fondi per un totale di 669.710,00 euro. A questi vanno aggiunti quelli regionali e nazionali riservati ai siti Unesco. Come ad esempio, il finanziamento “molto cospicuo” di 326mila euro ottenuto da un bando del ministero del Turismo.

“L’obiettivo principale è la comunicazione, in particolare con le nuove tecnologie digitali – spiega Cioppi – lo abbiamo declinato poi in vari ambiti da un punto di vista informatico e del marketing”. Il progetto va ad aumentare anche l’offerta di percorsi. Con la collaborazione del dipartimento di geologia ad esempio, è stato creato un percorso delle pietre nelle varie costruzioni, dall’epoca romana in poi. “Questo perché si vuole aumentare l’offerta per intrattenere e trattenere il viaggiatore a Urbino”.

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