Riceci, in piazza a Urbino torna il no alla discarica: il sit-in di cittadini e comitati

Il sit-in in Piazza della Repubblica contro la discarica di Riceci. In foto: Alfonso Pecoraro Scanio, Gianluca Carrabs, Alessandro Maria Marchetti e Domenico Passeri
Di ANDREA BOCCHINI

URBINO – Leo ha quattro anni e tra le mani una bandierina verde con su scritto “No alla discarica”. È con sua mamma Vera e suo papà Omar. Quando gli chiediamo perché ha quella bandierina, Leo ha la risposta pronta: “Non mi piacciono le discariche, preferisco le colline verdi”. E poi aggiunge: “Perché le discariche puzzano”. La sua famiglia si è trasferita da poco a Gallo dopo aver vissuto prima a Milano e poi a Londra: “Abbiamo deciso di scappare dall’oppressione del cemento”, dice Omar Mohamed Ali e il verde del paesaggio “lo abbiamo scelto” aggiunge Vera Signoroni che proprio a Gallo aveva i suoi nonni ed è una zona che conosce benissimo. “Noi siamo venuti qua per far crescere nostro figlio in un ambiente sano, vicino la natura e al mare. Ora il nostro sogno, con la realizzazione di questa discarica, sfuma”, concludono entrambi.

Si sono dati appuntamento, per il sit-in, alle 14:30, in piazza della Repubblica. Erano una cinquantina con striscioni, bandiere verdi e i cartelli con scritto “Discarica, no grazie!!”, “No ecocidio, sì energia circolare”, “allarghiamo la buffer zone. No alla discarica di Riceci”. Sono i cittadini di Gallo e di Petriano. E tra loro c’è chi è oramai riunito in comitati e associazioni cittadine per combattere contro quello che definiscono “un eco-mostro” da cinque milioni di metri cubi.

Il sit-in contro la discarica di Riceci in Piazza della Repubblica a Urbino

Il forum sul turismo sostenibile

Il giorno scelto, però, non è affatto casuale. Duecento metri più avanti c’è il Teatro Sanzio dove, allo stesso orario, si sta svolgendo il Meet Forum sul turismo sostenibile. Un evento che ha accolto personalità politiche importanti come il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. E poi c’è anche il sindaco di Urbino Maurizio Gambini.

Tra i temi toccati durante il forum c’è quello la sostenibilità ambientale. “L’amministrazione comunale di Urbino non può dire di essere favorevole alla discarica e poi fare un forum sul turismo ecosostenibile”, dice Domenico Passeri, ex sindaco di Petriano. “In giunta non ci può essere questa ambiguità. La discarica di Riceci non riguarda solo l’area di Gallo o quella di Petriano, ma anche Urbino. Occorre salvaguardare il nostro territorio provinciale e valorizzare quello che abbiamo”, conclude Passeri.

“Penso che questa discarica sia una cosa abominevole – dice al Ducato Viviana Virgili, cittadina di Gallo – La nostra paura è che con casistiche tumorali già alte nel nostro territorio queste possano aumentare”. E sul fatto che dal sito di Petriano si veda Urbino, Viviana risponde senza esitare: “Si vede benissimo”. Poi il convegno sul turismo sostenibile: “È un controsenso organizzarlo qui con un sindaco (Maurizio Gambini) che è favorevole, come ha detto in Commissione a Roma, alla realizzazione della discarica”.

“Basta discariche nel 2024”

Presenti alla manifestazione anche Alfonso Pecoraro Scanio, presidente fondazione Univerde Promotre Rete EcoDigital. E Gianluca Carrabs di Europa Verde-Verdi. “Credo che sia una follia nel 2024 parlare ancora di discariche. Peraltro in una zona dove non c’è una chiara emergenza di bonifica”, dice Pecoraro. Una maxi opera, quella di Riceci che “andrà solo a distruggere un’area di pregio agricolo e commerciale”. Sul continuo scaricabarile di responsabilità, invece, il presidente di fondazione Univerde dice di essere sorpreso che “la Regione non capisca che occorra fare un passo indietro. E penso che la Provincia debba valutare subito una via d’uscita”. Poi la questione arrivata ai banchi della Commissione d’inchiesta rifiuti, a Roma, che secondo Pecoraro “significa una sola cosa: questa discarica non si deve fare. Occorre una presa d’atto, da parte di chi l’ha proposta, di dover tornare indietro. Le discariche sono da chiudere, non da aprire”, conclude Pecoraro.


Il sit-in contro la discarica di Riceci in Piazza della Repubblica a Urbino

C’è chi sa e chi non sa

Ci va meno leggero Carrabs che, sull’acquisizione di Marche multiservizi (Mms) del 40% di Aurora, dice: “Tutti erano d’accordo, per lo meno i partner istituzionali (coloro che siedono nell’assemblea dei soci) di Mms. Mauro Tiviroli (l’ad di Marche multiservizi) è stato chiaro, i primi che conoscevano il progetto erano il sindaco di Urbino e quello di Petriano”. E sul fatto che il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, non sapesse nulla, Carrabs aggiunge: “Non penso che una persona capace come lui non conoscesse il problema. Secondo me non sapeva il progetto nel dettaglio”. Ma a parte chi lo sapesse o meno, la discarica di Riceci “risponde solo alla logica del profitto – continua Carrabs – c’è bisogno di una svolta ecologica, ma qui c’è un chiaro problema di legittimità nelle procedure”.

Sull’audizione di Tiviroli in commissione Eco-mafia, aggiunge: “I suoi responsabili (quelli di Mms) si sono incontrati più volte con i sindaci, sapevano che lì, in quel sito, c’era una disponibilità. Hanno lavorato affinché questa operazione si tenesse segreta”. E sul partner di San Marino: “Un soggetto incapace di gestire dei rifiuti”. E, infine, l’impegno, cioè quello di “costituirci (come associazione Slow Food Urbino) assieme al Comune di Petriano e all’associazione Azione Democratica inviando un ricorso al Tar contro la proroga concessa ad Aurora”, aggiunge Carrabs. E il riferimento è alla concessione di ulteriore tempo (fino a luglio 2024) da parte della Regione alla società riminese per consegnare la documentazione richiesta dal Genio civile. “Questo progetto dev’essere assolutamente bloccato”, conclude Carrabs.

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