di CARLA DELLE VEDOVE
URBINO – Iheb è uno studente che ha scelto di trasferirsi a Urbino per frequentare l’università. Quattro anni fa, quando ha cercato una stanza singola in cui trasferirsi ha conosciuto A.P., che affitta appartamenti agli studenti. Dopo non molto tempo però si è accordo di avere un padrone di casa invadente e irrispettoso. E manesco. È questo che ha raccontato ai Carabinieri quando lo ha denunciato subito dopo essere uscito dal Pronto soccorso. Il locatore ora è a processo per violazione di domicilio, lesioni dolose e due condotte di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La prima udienza del dibattimento si è svolta oggi presso il Tribulale di Urbino.
I fatti risalgono all’estate 2022. Interrogato nel corso del processo dalla pm Enrica Pederzoli, Iheb ha spiegato che il proprietario (difeso dai legali Domenico Lippolis e Maria Laura D’Aprile) aveva l’abitudine di fare irruzione nelle stanze degli inquilini, non solo la sua: “Entrava quando voleva con le sue chiavi e non ha mai avvisato. Quando ero a lezione portava delle persone a vedere la mia camera”. Il giovane ha raccontato alla giudice Elena Zucchi di aver cercato di risolvere la situazione e concludere la permanenza nella casa come previsto dal contratto d’affitto: “Se provavo a parlare con lui mi insultava”.
La resa dei conti
Tutto è culminato in un episodio avvenuto a fine agosto quando, come ha raccontato lo studente, il padrone di casa gli ha ordinato di lasciare l’alloggio il giorno stesso, minacciandolo: “L’aggressione è avvenuta in cucina. Lui stava urlando, io stavo parlando”. Come spiegato da Braham, l’uomo lo ha spinto e lo ha graffiato sul braccio pretendendo che gli restituisse le chiavi. Dopo aver chiesto aiuto a un’amica di famiglia, il ragazzo si è rivolto ai carabinieri di Urbino, che lo hanno accompagnato al pronto soccorso. “Avevo paura a rimanere in quella casa”, ha detto.
Il versamento di quasi 3.000 euro di anticipo
Il padrone di casa non ha mai restituito la caparra prevista dal contratto d’affitto e non si è più fatto sentire. Braham inoltre aveva già versato l’intera cifra prevista per affittare la stanza, circa 2.500 euro per sette mesi comprendenti l’affitto della stanza e una cifra forfettaria per le spese. Al proprietario non bastava come garanzia sapere che al ragazzo era stata assegnata una borsa di studio da 10.000 euro e ha preteso tutto il denaro in anticipo.
L’udienza si è conclusa con il rinvio al 9 giugno, quando verranno ascoltati due testimoni dell’accusa.




