URBINO – È uscito il primo numero del Ducato del 2026, realizzato dalle praticanti e dai praticanti dell’Ifg. “Dopo Crans divertirsi in sicurezza” è il titolo di questa edizione, distribuita in tutte le edicole, locali e i luoghi pubblici della città.
- Reportage nei locali della movida urbinate, con le voci di studenti e dei proprietari dei locali, che dopo la strage di Crans-Montana si dichiarano comunque tranquilli e denunciano l’assenza di controlli delle autorità;
- Intervista al rettore di Uniurb Giorgio Calcagnini, all’ultimo anno del proprio mandato. Diversi i temi trattati tra cui: la crescita delle iscrizioni e l’ampliamento dell’offerta didattica ma anche la questione del no al voto dei fuori sede e le scadenze sui fondi del Pnrr per la ricerca accademica;
- L’inaugurazione del nuovo anno accademico 2025-2026, con un ospite d’eccezione come Alessandro Barbero che ha tenuto una lectio magistralis intitolata “l’invenzione rinascimentale del Medioevo”. Commozione per il rettore Giorgio Calcagnini per l’ultima apertura: “È un principio che si accompagna a un congedo”;
- Intervista al sindaco di Urbino Maurizio Gambini, con focus sul tema sicurezza per locali e scuole, collegandosi anche alla mancanza di organico tra le forze dell’ordine. Il sindaco si è espresso anche su Pronto soccorso, Urbino 2 e provincia autonoma;
- La storia di Majd, studentessa di Gaza fuggita dalla guerra grazie alla vincita di un borsa di studio Iupals (Italian universities for Palestinian students). Ora vive e studia Chimica ad Urbino, oltre che a star scrivendo il suo primo libro;
- Il blitz delle forze dell’ordine in un casolare isolato di Ca’ Tanci, dove è stato scoperto un allevamento abusivo con oltre trenta cani. L’operazione ha portato al sequestro degli animali per motivi igienico-sanitari e all’apertura di un procedimento giudiziario a carico dei proprietari;
- In scena al teatro Sanzio, lo spettacolo La Fornarina, dove l’arte si è fatta teatro raccontando la vita di Margherita Luti, la donna amata segretamente da Raffaello. Un viaggio emozionante guidato dalla verve di Giulia Bellucci che, tra dialetti e cambi di ruolo, ha restituito al pubblico un ritratto autentico e appassionato;




