Emanuela Druda, arciera ducale seconda al campionato nazionale: “Grande soddisfazione”

Emanuela Druda
di GIACOMO CECCOLINI

URBINO – “La settimana prima, a Gubbio, mi si è rotto l’arco. Pensavo di essermi giocata il campionato e la finale”. Così non è stato perché Emanuela Druda ha concluso la finale nazionale di tiro con l’arco storico al secondo posto, una grande soddisfazione anche per l’associazione di tiro con l’arco storico di Urbino delle Aquile ducali di cui lei, pesarese, fa parte. La finale nazionale si è disputata a Corciano, un piccolo borgo medievale fortificato in provincia di Perugia.

Una passione, quella di Emanuela nata totalmente per caso: “Con mio marito abbiamo conosciuto la disciplina tramite un amico. L’unica pecca è l’aver iniziato in tarda età, ma mi piace tantissimo, una bellissima passione”, racconta l’arciera. Approccio simile quello di Claudio Fraternale che si è avvicinato a questo sport partecipando a una rievocazione storica a Urbino nel 2010. Anche lui ha raccolto un ottimo risultato nella finale nazionale arrivando quarto, a soli 10 punti dal primo posto. Ora Claudio è il Presidente dell’associazione ducale di tiro con l’arco storico.

Emanuela Druda, arciera storica delle Aquile ducali

Il tiro con l’arco storico è una disciplina istintiva, non esistono mirini né altri accessori di precisione e durante la bella stagione, quasi ogni domenica ci si ritrova, rigorosamente in abito storico, per le gare ogni volta in un borgo medievale diverso. I partecipanti si muovono in gruppi, dette pattuglie, per tutto il paese storico: “Alla gara di Corciano eravamo 11 persone per piazzola e per ogni piazzola c’era un bersaglio differente. Abbiamo girato il borgo in lungo e in largo andando da un bersaglio all’altro”, spiega Emanuela. I partecipanti scoprono solamente all’arrivo in ciascuna piazzola a che cosa dovranno scagliare la propria freccia: “Non solo bersagli statici, ma possono essere in movimento, anche sagome di animali”. Anche la distanza è completamente ignota ai tiratori “può variare dagli 8 metri ai 35 metri”, conclude l’arciera. Una disciplina, quella del tiro con l’arco storico, che il presidente Claudio Fraternale si augura di divulgare sempre di più.

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