Tra matite e acquerelli, Urbino vissuta dalle studentesse polacche di Łódź

Il Duomo su carta con inchiostro di china disegnato da Katarzyna Blekicka
di FRANCESCO FLORIS

URBINO – La sveglia suona molto presto, perché la partenza da Łódź, 140 chilometri a sud di Varsavia, è alle 6 del mattino. Un gruppo di studentesse dell’Accademia di Belle Arti, tra i 20 e i 30 anni, prepara il materiale da disegno: matita e carboncino, tempera e acrilico, acquerello e pastelli. Caricano tutto su un pullmino e, con la loro professoressa, iniziano un viaggio di 1.400 chilometri verso l’Italia. Dal cuore della Polonia raggiungeranno Urbino, passando per i musei di Vienna e per Graz: due giorni per arrivare nella città ducale e disegnare dal vivo i suoi scorci, i suoi luoghi, la sua arte e i suoi personaggi.

“Siamo arrivate a notte fonda, ma da subito sono rimasta affascinata dai vicoli stretti e tortuosi illuminati”, racconta al Ducato Maria Strycharska, una delle studentesse. I loro schizzi, disegni e dipinti della città sono parte del progetto “Flash Drawing Tour”, curato dall’artista e docente Alicja Habisiak-Matczak per l’Accademia di Belle Arti di Łódź e da Giuliano Santini, direttore del centro internazionale di arti grafiche e incisione Kaus Urbino. Grazie all’amicizia dei curatori con la famiglia torinese dei Beccari, studenti e studentesse polacchi trovano ospitalità nel loro appartamento nel centro, in via Saffi. Le migliori opere sono in mostra dal 25 settembre al 10 ottobre nella Sala Salimbeni dell’Oratorio di San Giovanni Battista di Urbino.

Un legame internazionale

L’intreccio tra Urbino e Łódź nasce nel 2003, quando Alicja Habisiak-Matczak, allora studentessa a Łódź, vince una prestigiosa borsa di studio e sceglie Urbino. Dopo trenta ore di viaggio in pullman raggiunge la città di Raffaello per studiare all’Accademia di Belle Arti: “A Urbino ho imparato tanto dai miei maestri, Rossano Guerra e Giuliano Santini. Oggi che sono io a insegnare, il lavoro con allieve e allievi mi rende orgogliosa”. Dal legame con Santini è nata nel 2004 la collaborazione ufficiale: “Con Alicja – racconta Santini – c’è un’amicizia operativa. Abbiamo iniziato a fare mostre in Polonia e a Urbino. Dal 2006 ogni anno a settembre arrivano allievi polacchi”.

Le studentesse polacche preparano una giornata di disegno dal vivo insieme ai loro docenti nella casa della famiglia Beccari, in via Saffi a Urbino

La vita di Urbino, fonte di ispirazione

Per due settimane, la routine è scandita dall’arte, come racconta Alicja Ragiel, una delle sei studentesse arrivate da Łódź: “Ho fatto di tutto per assorbire ogni istante. Caffè, pranzo e cena, e nel mezzo solo disegno, hanno reso le nostre giornate piene di una bella stanchezza”. Fin dalle prime ore del giorno, le studentesse sono libere di esprimersi con le tecniche che preferiscono, rappresentando dal vivo tutto ciò che le colpisce. Łódź si distingue per la sua architettura industriale in mattoni rossi, ma è anche una città in rinnovamento, ricca di aree verdi. Urbino è diversa. C’è chi si perde a Palazzo Ducale, chi disegna con matita e carboncino il Duomo, chi trasferisce su carta i colori e la vita del mercato e chi si perde tra i vicoli stretti dai quali spunta l’azzurro del cielo. Alla sera, le ragazze si siedono al tavolo di lavoro nella casa della famiglia Beccari che le ospita e raccontano le loro giornate, si confrontano con i docenti sulle difficoltà affrontate e completano le loro opere. 

Le persone e i colori della frutta al mercato nell’opera con pittura acrilica e pastelli di Maja Wrzensińska

“Il contrasto tra una città piccola, stretta e i panorami delle montagne circostanti crea un singolare equilibrio”, dice la studentessa Maria Strycharska. La sua collega Maja Wrzesińska, che ha osservato la vita del mercato urbinate, racconta dell’accoglienza e del calore della gente: “Ho trascorso due settimane circondata da un’architettura mozzafiato e panorami bellissimi, ma anche da persone estremamente cordiali e positive”.

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