Biglietti e abbonamenti (cari), l’Odissea quotidiana degli universitari di Urbino

La stazione degli autobus di Urbino a Santa Lucia
di EMANUELE DONATI e LUCA BAGNARIOL

URBINO – “Pronto, Adriabus? Dovrei fare l’abbonamento per il prossimo anno accademico”. “Mi dispiace ma ancora non è uscita l’informativa, non posso aiutarla”. “Cosa dovrei fare allora?”. “Deve aspettare che esca la circolare, nel frattempo dovrà pagare il biglietto per la corsa singola”.

È martedì 13 ottobre, la risposta del servizio clienti di Adriabus è la solita: l’informativa non è ancora uscita ma, assicurano, arriverà a breve. Intanto le lezioni prendono il via e l’unica possibilità per chi deve raggiungere l’università di Urbino è mettersi in fila allo sportello della biglietteria e comprare la corsa singola: 3,90 euro per andare e altri 3,90 euro per tornare. Quasi otto euro al giorno spesi ancora prima di mettere piede in aula.

L’unica opzione

Per la grande comunità di studenti pendolari, l’autobus rappresenta l’unico mezzo per raggiungere l’università. Urbino infatti è priva di una stazione ferroviaria e la maggior parte degli studenti che ogni giorno si muove dalla costa o dai paesi vicini dipende dai pullman che risalgono verso l’entroterra. Senza questi bus, centinaia di ragazzi non avrebbero alcuna possibilità di raggiungere le aule, i laboratori e le biblioteche dell’ateneo.

Nelle altre città universitarie, la situazione è ben diversa. A Camerino, per esempio, le corse in città sono del tutto gratuite e quelle fuori città costano tra i 6 e gli 8 euro al mese. A Perugia, con soli 70 euro all’anno gli studenti possono viaggiare liberamente su bus, minimetrò e treni in tutta la regione Umbria, mentre a Ferrara chi possiede un Isee basso non paga nulla. A Siena e Macerata gli abbonamenti sono attorno ai 130 euro all’anno. A Urbino, le cifre dell’anno scorso si attestavano invece sui 190 euro per muoversi solo nel centro urbano e ben 320 euro per coprire la rete provinciale.

Il servizio di trasporto pubblico provinciale Adriabus

La maggior parte dei pendolari, se venisse confermata la circolare dello scorso anno, sarà quindi costretta a pagare la cifra più alta da 320 euro, sia perché diverse facoltà si trovano fuori dal perimetro del centro urbano, sia perché chi arriva da altre città deve attraversare tutta la provincia. A questa spesa si aggiunge il fatto di dover pagare tutto subito a inizio anno — proprio quando arrivano le uscite pesanti per affitti, caparre, tasse e libri di testo —, senza alcuna possibilità di dividere il costo in rate mensili. Un altro problema riguarda il limite degli abbonamenti scontati: la convenzione con Adriabus dello scorso anno ne prevedeva solo 1.000 all’anno. L’azienda, contattata dal Ducato, fa sapere che un nuovo accordo con l’Università di Urbino è in fase autorizzativa, con la speranza di riuscire a concretizzarlo per la prossima settimana. Bisognerà attendere per conoscere la platea di beneficiari, che se confermata ai numeri dello scorso anno rischia di scatenare una corsa al click per conquistare uno degli abbonamenti a prezzo scontato.

Questa disparità nasce dai pochissimi collegamenti, ma soprattutto dal fatto che la Regione Marche non mette a disposizione fondi dedicati, come fanno invece Umbria e Toscana unendo le proprie risorse a quelle degli atenei e le aziende di trasporto. Per risolvere la situazione servirebbero scelte concrete: eliminare il tetto dei mille abbonamenti, permettere i pagamenti a rate e aprire un tavolo reale tra Regione Marche, Università Carlo Bo, Erdis e Adriabus per abbassare i prezzi e garantire i bus gratis agli studenti con Isee più basso. 

L’attacco di Vitri

Sul caso si è espressa anche la consigliera regionale del Partito democratico Micaela Vitri, in un comunicato rilasciato alla stampa. “È inaccettabile – si legge – che, a lezioni iniziate, gli studenti universitari debbano pagare il prezzo dei ritardi e delle inefficienze nella gestione degli abbonamenti al trasporto pubblico. A farne le spese sono soprattutto le famiglie, costrette a sostenere costi elevati per consentire ai propri figli di raggiungere le sedi universitarie”. La consigliera dem ha parlato della questione nel corso della discussione in Consiglio regionale sul Piano regionale per il diritto allo studio universitario pochi giorni fa, affermando che “il costo dei trasporti rappresenta una criticità che la Regione non può ignorare”.

Articolo uscito nell’edizione cartacea del Ducato l’8 ottobre 2026, aggiornato il 13 ottobre con la comunicazione di Adriabus sulla prossima uscita della circolare per l’abbonamento studenti del nuovo anno e con la dichiarazione della consigliera regionale Micaela Vitri

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