di LUCA BAGNARIOL
URBINO – “La delega alla Sanità è sempre rimasta nelle mie mani”. Maurizio Gambini fa il punto sulle polemiche riguardanti la sanità urbinate, esplose dopo la notizia delle dimissioni della consigliera comunale Emanuela Palliccia, in realtà si tratta in sostanza di una rinuncia a collaborare. “Ho chiesto — spiega il sindaco di Urbino al Ducato — ai membri del Consiglio se qualcuno avesse la disponibilità di affiancarmi sul tema, ma non ho mai ceduto le mie prerogative (che sono limitate, visto che la sanità rimane una competenza regionale). Palliccia si era offerta, ma quando si è resa conto di non poter dedicare alla materia il tempo necessario, ha optato per un passo indietro”.
Mentre opposizioni e comitati cittadini chiedono a gran voce la nomina di un assessore ad hoc, Gambini punta a lavorare in prima persona sui problemi della sanità ducale, in collaborazione con la Regione Marche e con l’Azienda sanitaria regionale di Pesaro e Urbino. “Ho segnalato al presidente Francesco Acquaroli, all’assessore Paolo Calcinaro e al direttore Alberto Carelli i problemi che persistono per la carenza di personale e sull’edilizia sanitaria – conclude il sindaco -. Prima risolviamo queste criticità, poi possiamo parlare della delega”.
L’attacco delle opposizioni
Sul tema era tornato a farsi sentire il Partito democratico ducale, con un duro comunicato stampa. “Distribuire deleghe come semplici marchette di partito – si legge nella nota – secondo il più classico manuale Cencelli, non costruisce una squadra capace di affrontare i problemi dei cittadini”. Il riferimento è ai disagi dei giorni scorsi presso il distretto sanitario di Urbino, dove si è creata una lunga coda di persone – con tanto di intervento della Protezione civile – per scegliere il nuovo medico di famiglia dopo il pensionamento di due dei professionisti operanti nella struttura.
Disagi che, secondo quanto afferma il Pd locale, non sono stati affrontati adeguadamente dal Comune. “La prima e unica azione compiuta dalla consigliera con quella delega – si legge nel comunicato – è stata proprio quella di oggi: rimettere l’incarico. Nessuna battaglia, nessuna proposta, nessun intervento pubblico”.
Alla richiesta di un assessore alla sanità si unisce anche l’associazione Urbino salute. “In una giunta di nove assessori – spiegano in un comunicato – manca una figura esclusivamente dedicata alla sanità. Non è una questione di poltrone, ma una ragione concreta: la complessità dei problemi sanitari richiede attenzione costante, competenze, confronto e capacità di interlocuzione con tutti i soggetti coinvolti”.




