A Urbino il turismo è “mordi e fuggi”. Visite in crescita a Palazzo ducale

Torricini e arcobaleno. Credits: Almo Berretta
di ANNALISA GODI

URBINO – La città del duca Federico è una delle mete principali del turismo culturale, ma la maggior parte dei turisti la visitano in un solo giorno. Ma come sta andando la stagione invernale, che arriverà fino a marzo?
Le strutture alberghiere e i B&B hanno ricevuto numerose prenotazioni per le festività natalizie e stanno aspettando le ultime chiamate per fare il tutto esaurito. Secondo gli esercenti i numeri sono in lieve calo rispetto allo scorso anno e in generale rispetto al periodo post Covid. I dati del settore erano alterati dalla difficoltà degli italiani ad intraprendere viaggi all’estero, mentre ora si sta verificando un ritorno ai livelli pre-pandemia.

La città calamita per il turismo culturale

La vera buona notizia viene dalla Galleria Nazionale delle Marche, che chiuderà in positivo: a novembre, mese tradizionalmente terribile per le presenze, ha registrato invece un incremento delle visite e prevede un +12% rispetto allo scorso anno. Nel 2024 la Galleria ha il tutto esaurito fino a maggio per le attività didattiche. Anche la Casa Natale di Raffaello ha avuto un buon anno, anche se hanno notato una leggera flessione rispetto al periodo della pandemia, in linea con le strutture alberghiere.

“Urbino è il fiore all’occhiello della provincia ed è conosciuta a livello internazionale ma ci sono pochi posti per dormire. Molti dei turisti che pernottano a Pesaro e a Fano o che vanno a vedere i mercatini e i borghi decidono di visitare anche la città ducale”, nota Luciano Cecchini, presidente di Federalberghi di Pesaro e Urbino.

Per i prossimi mesi si hanno già alcune prenotazioni, in particolare di gruppi e di turisti stranieri, ma per gli operatori del settore è ancora presto per parlarne. In vista di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024, Cecchini dice di avere già tante richieste, che porteranno i turisti anche a Urbino.

D’altra parte è avvenuto un cambiamento nel servizio dell’accoglienza e lo notano sia l’assessore al turismo Roberto Cioppi sia il presidente Cecchini. A partire dal periodo della pandemia, le strutture extra alberghiere, come appartamenti, B&B e agriturismi, hanno avuto una crescita importante, che secondo Cioppi ha portato i turisti ad allungare la loro permanenza da due giorni e mezzo a 10 o 12 giorni.

Il turismo internazionale e le nuove iniziative

Punto dolente è il turismo internazionale: la presenza di turisti stranieri a Urbino si aggira tra il 12 e il 16%, secondo l’assessore Cioppi, contro una media nazionale del 50%. Mentre qualche albergatore lamenta la mancanza di iniziative che attirino i turisti dall’estero, Cioppi sostiene che ci siano ampi margini di miglioramento. Il vero problema restano i collegamenti.
Comunque l’assessore rivendica alcune iniziative per attrarre un nuovo tipo di turista, italiano o straniero: “I nuovi visitatori vogliono provare l’esperienza della comunità, perché cercano luoghi da scoprire, meno conosciuti di Firenze e Venezia. Sono in forte crescita. Ad esempio abbiamo investito molto sul turismo francese da 3 o 4 anni, con ottimi risultati”.

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