di MARCO FALLARA
URBINO – La capitale del Rinascimento vive nel paradosso di non avere una biblioteca civica per i suoi cittadini, un’anomalia tra i capoluoghi di provincia italiani. Il paradosso raddoppia se si guarda l’Anagrafe delle biblioteche italiane: dalla ricerca risultano ben 57 biblioteche presenti nella città ducale.
La quasi totalità di queste biblioteche appartengono all’Università di Urbino, compresa la Biblioteca della Fondazione Carlo e Marise Bo, ci sono poi la Biblioteca Ubaldi – che espone libri e documenti inerenti a Urbino e al suo territorio – la sala lettura Lilliput, dedicata ai più piccoli, e le biblioteche interne alle scuole. Ad oggi, chi vuole usufruire di un servizio bibliotecario deve necessariamente affidarsi all’Uniurb. Nonostante le biblioteche dell’ateneo siano molte e ben fornite, hanno regolamenti e cataloghi pensati per la ricerca accademica, dunque non sempre adatti alle esigenze di un bambino, di un ragazzo o di un anziano. C’è un progetto per una biblioteca civica, ma non è chiaro se e quando verrà realizzata, e dove. La Data è una delle sedi proposte.
Una raccolta firme per la biblioteca
Per rimediare a questo paradosso, il gruppo Urbino Rinasce ha lanciato una raccolta firme online, finalizzata a trasformare la Data, in piazza Mercatale, in una nuova biblioteca civica, seguendo il modello delle biblioteche di Pesaro e Fano. Iniziata a dicembre, la petizione ha raccolto solo 700 firme, 496 online. Recuperare gli spazi della Data non sarebbe, in questo caso solo, un servizio culturale, ma anche un’operazione di recupero architettonico di valore per il centro storico. La proposta mira a creare un centro culturale moderno e polifunzionale che includa un’area dedicata a bambini e ragazzi, un’emeroteca e spazi per la socialità
Il sindaco Maurizio Gambini ha risposto all’iniziativa lanciata da Urbino Rinasce, rivendicando la paternità del progetto: “Sono anni che è in programma di farla lì” spiega al Ducato, e l’ha definita una “novità per speculare politicamente su qualcosa che era già previsto”. Il sindaco ha poi rassicurato che “c’è un progetto regionale già pronto che include anche gli arredamenti, e un investimento di circa un milione di euro di durata triennale”. L’assessora alla cultura Lara Ottaviani, invece, ha spiegato al Ducato che esiste un progetto per quanto riguarda alcuni spazi della Data ma che non coinvolge la creazione di una biblioteca, al contrario di quanto dichiarato dal sindaco.

Ottaviani ha però confermato che l’amministrazione ha l’intenzione da molti anni di aprire una biblioteca civica, da prima che lei entrasse nella giunta comunale. Ha poi giustificato i tempi d’attesa: “Non è una cosa che si può fare nel giro di una giornata”: la futura struttura dovrà essere un luogo di “riflessione, passaggio e laboratorio”.
La biblioteca si dovrà distinguere dagli ambienti universitari, offrendo un servizio accessibile a chi non appartiene agli ambienti accademici. Entrambe le proposte puntano a uno spazio polifunzionale accessibile a tutta la cittadinanza, inclusi anziani e famiglie, dotato di un’emeroteca fornita. Il fine ultimo è rendere la Data il cuore culturale della città, superando l’attuale paradosso della mancanza di un polo civico.
Nonostante l’intento dichiarato da tempo dall’amministrazione comunale e l’impulso dato dall’iniziativa di Urbino Rinasce, non è ancora stato definito un programma per l’avvio dei lavori, e ad oggi gli spazi sono sotto-utilizzati o non utlizzati.

L’iniziativa è diventata oggetto di scontro: l’opposizione contesta infatti la mancanza di fondi concreti stanziati dell’amministrazione, e Oriano Giovanelli, promotore della petizione, ha denunciato al Ducato l’assenza di iniziative concrete da parte della giunta comunale: “Nel bilancio non c’è un euro destinato a questa iniziativa, per questo abbiamo deciso di iniziare questa campagna dal basso”.

Il Ducato ha chiesto a Maria Lorena Farinelli, dirigente scolastica dell’istituto “Volponi-Pascoli”, cosa ne pensasse di questa iniziativa, e se una nuova biblioteca civica sarebbe utile ai suoi studenti. Per la dirigente, “Urbino gode già di un ampio accesso alla lettura”. Il suo istituto infatti ospita 17 biblioteche, la Volponi con 30.000 volumi e la Pascoli con circa 10.000. A questi si aggiungono le collezioni dei licei e dell’Itis, che garantiscono ai ragazzi una copertura completa. Più che per i giovani “una biblioteca civica servirebbe ai cittadini più anziani come luogo di aggregazione per leggere e socializzare” aggiunge Farinelli. Ha manifestato poi la disponibilità in futuro di aprire le sue biblioteche scolastiche alla cittadinanza, per integrare quella fascia di popolazione che ritiene meno servita: “Ogni nuovo luogo di lettura è positivo per la comunità”.




