Donazione organi, crolla l’assenso nelle Marche e a Urbino. “Scetticismo e disinformazione”

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di GIACOMO CECCOLINI

URBINO – Negli ultimi 10 anni, a Urbino, la volontà delle persone di dire di “sì” alla donazione degli organi è calata notevolmente. Nel 2025 il 41,3% degli urbinati ha scelto di non donare i propri organi, percentuale tra le più alte tra i principali comuni della provincia. Una tendenza che si riscontra sia a livello regionale (dall’85% nel 2016 al 61% lo scorso anno) e in provincia di Pesaro e Urbino (dall’89% del 2016 al 62% del 2025). Al contrario, Urbania si mostra molto sensibile alla questione: dal 2015 ad oggi quasi l’80% dei durantini che si sono espressi è favorevole.

Si può esprimere la propria di volontà (assenso o consenso alla donazione degli organi) all’Anagrafe del proprio Comune quando si rinnova o si fa la carta d’identità. Oppure ci si può iscrivere ad Aido (associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule). In questo modo i medici, al momento del decesso, possono sapere se la persona ha acconsentito o meno alla donazione e attivare l’iter.

La donazione degli organi è sempre più un argomento centrale nel dibattito pubblico accentuato, nell’ultimo periodo, dal caso di cronaca del bambino di Napoli che ha ricevuto un cuore non trapiantabile. I dati del 2025 del Centro nazionale trapianti del Ministero della salute mostrano un aumento dell’opposizione alla donazione: sempre più urbinati scelgono il no nella dichiarazione di volontà. Si è passati dal 80,4% di consensi nel 2016, ad appena il 58,6% del 2025. Nei primi mesi del 2026 il consenso cala ancora arrivando al 47,7 . A Fermignano nel 2025 si registra solo il 52,3% di sì e appena il 48,4 nei primi due mesi del 2026. Meglio le città costiere, con Pesaro e Fano che superano il 66%. Spicca in positivo Urbania: nell’ultimo anno il 72,8% ha detto si alla donazione degli organi.

“Scetticismo e disinformazione”

Per la dott.ssa Silvia Andreassi, coordinatore ospedaliero per la donazione di organi e tessuti dell’ospedale di Urbino “le persone sono scettiche e disinformate. Al rinnovo della carta di identità, quando viene chiesto di dichiarare la volontà di donare o no i propri organi, ma anche tessuti – per i quali non c’è un limite di età – la maggior parte delle persone opta per il no. Sarebbe necessario che sindaci e assessori organizzassero degli incontri per informare maggiormente e correttamente i cittadini. La dottoressa aggiunge che “senza dichiarazione, i medici devono rimettersi alle volontà degli aventi diritto, coniuge, figli o genitori del paziente deceduto. E possono quindi opporsi alla donazione”. Così si spezza la speranza delle migliaia di persone in lista d’attesa.

Il successo di Aido Urbania

In un solo anno di vita, l’associazione è riuscita a raccogliere più di 450 iscrizioni che hanno generato numerose donazioni per i progetti dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna. L’Aido di Urbania ha un suo stand alla fiera della città e ha organizzato un pranzo il primo di marzo. L’obiettivo è raccogliere fondi da donare all’unità operativa complessa anestesia e rianimazione dell’ospedale di Urbino per l’acquisto di una sonda ecografica ultra sound.

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