di EMANUELE DONATI
Ci sono momenti in cui una telefonata può cambiare la prospettiva di una carriera. Per Alessandro Eco, 17 anni (ne farà 18 a ottobre), talento purissimo dell’Urbino Calcio, quella telefonata è arrivata mentre si trovava con la rappresentativa regionale. La notizia? Convocazione al primo raduno della Nazionale under 19 per lo stage di Formia, che si è tenuto il 17 e il 18 febbraio scorso, nel centro sportivo Coni della città.
Intervistato dal Ducato, il giovane trequartista ci ha raccontato questa scalata improvvisa, fatta di sacrifici, emozioni e piedi ben piantati a terra.
L’emozione della chiamata: “Non avevo parole”
Il passaggio della dimensione locale a quella nazionale è un salto che toglie il fiato. Alessandro lo descrive con la semplicità di chi ha ancora negli occhi lo stupore di quel momento:
“La chiamata è arrivata mentre ero con la regionale. Mi hanno detto che dovevo andare andare a Formia con la Nazionale il 17 e il 18 febbraio. In quel momento ho pensato a tutti i sacrifici fatti per arrivare fin qui. Quando arrivano questi risultati è bellissimo, non avevo quasi le parole per raccontarlo ai miei genitori”.
Due giorni da “olimpionico”
Il ritiro si è svolto nel prestigioso Centro di preparazione Olimpica di Formia, un luogo dove si respira sport in ogni angolo, tra mare e montagna. Un’esperienza che Alessandro definisce totale, non solo tecnica ma anche umana.
33 convocati da tutta Italia, un ritmo altissimo e una qualità tecnica superiore. “La palla girava veloce, c’erano ragazzi molto forti”, ammette Alessandro, “ma ho saputo dimostrare le mie qualità. Con alcuni di loro ho stretto amicizia, tra cui ragazzi della Campania, dell’Aquila e persino un ragazzo proveniente dall’Argentina”.
Non solo il calcio
In un mondo calcistico che chiede tutto, Alessandro risponde con l’equilibrio. Frequenta attualmente il quarto anno del liceo economico-sociale di Fano e, nonostante gli allenamenti e la prima squadra, vanta una media dell’otto.
“Studio, vado in palestra, esco con gli amici. Per il resto, solo calcio e scuola”, racconta. Un esempio di come la disciplina sportiva possa andare di pari passo con il successo scolastico, senza rinunciare alla socialità tipica dei diciott’anni.

Da Rimini a Urbino: Una “famiglia” per crescere
Arrivato all’Urbino in questa stagione (nella settimana del derby di Coppa contro l’Urbania, partita nella quale ha segnato il rigore decisivo), si è messo in mostra – dopo un’esperienza nelle giovanili del Rimini – trovando nel club ducale l’ambiente ideale per poter esplodere.
“Voglio ringraziare i compagni e la società. Mi hanno fatto sentire parte di una famiglia fin dal primo istante. Mi sento al centro del progetto e questo mi stimola a dare sempre il meglio.”
Il futuro di Alessandro Eco è ancora tutto da scrivere, ma se il buongiorno si vede dal mattino, Urbino può godersi un piccolo grande gioiello.




