Guerra in Iran. La testimonianza di Cristina Castellucci, urbinate a Dubai: “Situazione sotto controllo”

Incendio a Palm JumeirahIncendio a Palm Jumeirah
di CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – “In questo momento siamo tranquilli, la situazione è sotto controllo. C’è stata un po’ di tensione dopo l’attacco israelo-americano all’Iran e la relativa risposta di Teheran, ma non stiamo vivendo in un regime di terrore”, racconta al Ducato Cristina Castellucci che 13 anni fa si è trasferita a Dubai da Urbino. La sua testimonianza in questo momento va controcorrente: “Sui social e sui media, soprattutto quelli italiani, si sta dipingendo una situazione surreale. Il governo ci ha invitato a lavorare da remoto, ma ha reagito prontamente e la città è sotto controllo”.

Cristina Castellucci
Cristina Castellucci

Cristina è nata e cresciuta a Urbino, dove ha studiato scienze motorie. Oggi vive a Dubai perché 13 anni fa ha deciso di seguire l’ex marito, ingegnere, che per lavoro doveva spostarsi nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. Cristina oggi lavora da libera professionista come personal trainer a domicilio o per piccoli gruppi. Ha una figlia di 9 anni che frequenta la scuola internazionale. “La mia famiglia è in Italia, ma la mia vita e quella di mia figlia ormai è a Dubai. Qui lavoro bene, c’è molta attenzione per il fitness”, spiega.

L’incendio a Palm e al consolato americano

Anche sabato scorso, quando un drone iraniano è stato intercettato sopra Dubai, Cristina si trovava in città: “Era il compleanno di una mia amica e abbiamo festeggiato in barca. A un certo punto si è sentito ‘puff’ nell’aria e abbiamo visto delle nuvolette bianche in cielo. Poi abbiamo sentito un botto e abbiamo visto del fumo provenire dall’isola artificiale di Palm Jumeirah. Noi ci trovavamo a un chilometro da lì. Abbiamo spento la musica per cercare di capire cosa stesse succedendo. La capitaneria ci ha inviato un messaggio dicendoci di rientrare. Sul momento c’è stato un po’ di stupore e spavento”.

La preoccupazione però è rientrata subito: “Viviamo a Dubai da una vita, abbiamo capito cosa stava succedendo. Si sono verificati piccoli incendi nella lobby dell’hotel sull’isola. È successo perché sono caduti alcuni detriti di droni intercettati, non perché l’hotel fosse un obiettivo dell’Iran”. Ieri a Dubai si è verificato un incendio al consolato americano: “Anche in questo caso hanno preso fuoco i detriti di un drone, caduti nel parcheggio davanti al consolato. Il fuoco è stato spento subito. Non sono stati colpiti civili”.

Incendio a Palm Jumeirah
Incendio a Palm Jumeirah

La narrazione dei media

Cristina cerca di ridimensionare la narrazione che i media fanno relativamente a ciò che sta accadendo negli Emirati Arabi Uniti: “Alcuni turisti e influencer rimasti bloccati nel Paese hanno raccontato scene epocali, soprattutto sui social. Noi invece facciamo riferimento alle fonti ufficiali, ai siti governativi. Il governo sta gestendo la situazione, come ha fatto in precedenza quando c’è stata l’alluvione nel 2024 o durante la pandemia. Ci è arrivata solo sabato notte una notifica sul cellulare per segnalare il pericolo, ma nient’altro. Il governo sta cercando di comunicare che è tutto sotto controllo: pubblica immagini e video dello sceicco Maktoum bin Mohammed Al Maktoum che cammina per strada e pranza al ristorante. Non si nasconde in un bunker”.

Situazione tranquilla, ma alcune precauzioni

La vita di Cristina non ha subito grandi cambiamenti: “Ci hanno invitati a prendere alcune precauzioni, ad esempio lavorare da remoto. Anche le scuole stanno facendo le lezioni online, ma da venerdì riprenderanno in presenza. I supermercati e gli ospedali sono aperti, come anche gli uffici. Oggi andrò al lavoro e porterò mia figlia dal dentista. C’è meno traffico per strada, ma le persone sono tranquille. Ho sentito parlare di alcuni rifugi disponibili, ma non penso ce ne sarà bisogno. Se scendo nel parcheggio sotterraneo del mio palazzo, a una profondità di quattro piani, mi sento al sicuro. Ci hanno poi invitato a rifugiarci nei bagni senza finestre, noi li abbiamo. Non sento il bisogno di fuggire in Italia”.

Possibili ricadute per l’economia

“La popolazione è tranquilla, ma ci potrebbero essere delle ricadute per l’economia” sottolinea Cristina. “Dubai è un’importante meta turistica – continua – ed è uno dei maggiori centri del business e della finanza. Il settore degli eventi, la ristorazione e il turismo potrebbero avere un calo. Il governo però non è orientato alla guerra, non converrebbe a nessuno”. Completa fiducia anche nello scudo antimissilistico dello Stato, sviluppato insieme agli Stati Uniti: “È uno dei migliori al mondo. Vedere i detriti dei droni che cadono è in un certo senso positivo, perché significa che il sistema difensivo funziona”.

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