Marche, 600 chili di plasma buttati. L’inchiesta di Fanpage. Calcinaro: “Solo 75, criticità risolta”

di LUCA BAGNARIOL

URBINO – La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno questa mattina, casualmente in concomitanza con l’inizio del Consiglio regionale dedicato solo alla sanità marchigiana, cogliendo alla sprovvista i politici riuniti a Palazzo Raffaello. Un’inchiesta di Fanpage ha svelato che nel mese di marzo ben 1.600 sacche di plasma (circa 600 chili) sono state buttate a causa della malagestione dell’Officina trasfusionale dell’Ospedale Torrette di Ancona, unico polo regionale per la lavorazione del sangue raccolto. Un patrimonio da sessanta quintali andato perduto a causa di problemi nello stoccaggio e nella lavorazione dettati dall’assenza di personale. Per questo motivo, sarebbe stata ritardata la separazione del plasma dal sangue (operazione che deve essere fatta entro 24 ore dal prelievo) per poi essere congelato.

I conti della Regione non tornano

Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, incalzato dai consiglieri d’opposizione sulla vicenda. L’ex sindaco di Fermo ha ridimensionato il caso, confinando l’incidente ad un singolo giorno di metà marzo, in cui per le problematiche legate alla carenza di personale dell’Officina di Torrette è stato necessario smaltire “300 sacche di plasma”, per un totale di 75 chili di fluido. Una criticità risolta nei giorni successivi grazie al potenziamento temporaneo del personale medico in struttura, ha aggiunto Calcinaro, con l’obiettivo nei prossimi mesi di arrivare a delle assunzioni stabili per arginare definitivamente il problema.

Una ricostruzione che non coincide con le prove portate da Fanpage all’interno dell’articolo di Davide Falcioni. Come si può osservare nella galleria foto allegata all’articolo – in cui sono presenti documenti interni dell’Officina trasfusionale – l’eliminazione di sacche di plasma avrebbe interessato il periodo che va dall’11 al 17 marzo. Trova conferma invece il dato riportato in Consiglio da Calcinaro: in una mail interna all’Azienda sanitaria territoriale di Ancona, si parla effettivamente di 323 sacche di plasma smaltite, perché “non lavorate o lavorate oltre le 24 ore”, termine massimo entro cui deve avvenire la separazione dal sangue e si deve procedere con il suo congelamento per lo stoccaggio. Nella mail, però, si fa riferimento ad un totale di 1650 unità andate perse, di cui più di 1300 – circa 540 chili di plasma – ancora da eliminare.

“Un problema noto da tempo”

Già nel 2024, i consiglieri d’opposizione avevano fatto presente in una interrogazione le criticità legate all’assenza di personale nell’Officina di Torrette (con 7 medici presenti sui 10 richiesti per il corretto funzionamento della struttura). Sempre Fanpage riporta che la questione era stata segnalata sia a Calcinaro che all’Associazione Volontari Italiani del Sangue (Avis) regionale, con la richiesta da parte del personale di rallentare il ritmo delle donazione per permettere di lavorare e stoccare tutto il materiale in arrivo a Torrette.

Come spiega Marco Nardini, presidente dell’Avis di Urbino, sulla gestione dei flussi delle donazioni le sezioni locali hanno poca voce in capitolo: “Noi ci occupiamo dell’organizzazione delle giornate di donazione e della raccolta del sangue in loco. Dal momento in cui le sacche vengono caricate in direzione Torrette, sullo stoccaggio e lavorazione la gestione non sono di nostra competenza ma dell’Officina”.

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