Urbino a lezione da Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid

Il professor Antonio Pintus durante la sua lectio magistralis in Aula Volponi. A sinistra il professor Fabrizio Perroni
di FRANCESCO FLORIS e MANUEL MORGANTE

URBINO – La mattina dopo la vittoria nel derby di Madrid al Santiago Bernabeu ha preso un aereo e un treno per raggiungere Urbino. Il professor Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid, ha raccontato i segreti dei Blancos in una lectio magistralis all’evento “Training in Soccer: all in one day”, organizzato dalla Scuola di Scienze motorie di Uniurb e dedicato all’evoluzione del calcio negli ultimi anni. Pintus spiega al Ducato: “L’allenatore è il direttore tecnico della squadra, viene sempre prima del preparatore. Il nostro problema è che ci riteniamo troppo importanti o troppo poco importanti, serve equilibrio”. Urbino, città d’arte, si propone anche come città dello sport, come sottolineato l’assessore alle attività sportive Gianfranco Fedrigucci: “Un parterre di altissima qualità davanti a 800 studenti”.

La lectio magistralis: semplicità e concretezza

Quando è entrato in aula e ha preso posto per assistere alle presentazioni dei colleghi, si è alzato subito un brusio. Il professor Antonio Pintus è il preparatore atletico più vincente nel mondo del calcio – 30 titoli vinti – e gli studenti e le studentesse lo hanno atteso fino alla fine di una lunga giornata.

Pintus, 63 anni, ha analizzato l’evoluzione della sua professione in quarant’anni di attività, ripercorrendo i cambiamenti della metodologia di allenamento nel calcio dagli anni ’80 a oggi: “All’epoca ci si allenava forse in maniera più pratica, mentre oggi abbiamo un approccio più scientifico e multidisciplinare”. La carriera vincente di Pintus è stata costruita dal basso: dai primi incarichi nella squadra della sua città, Settimo Torinese, allo staff della Juventus, fino alle prime esperienze all’estero, in Francia, negli anni ’90. Poi, nel nuovo millennio, in Inghilterra, prima di arrivare in Spagna e sollevare cinque Champions league sollevate con il Real Madrid.

Da ormai alcuni anni, i dati, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale aiutano gli staff tecnici a migliorare l’allenamento dei calciatori, ma Pintus avverte: “Io non alleno i dati, io alleno i giocatori. Nel 1995 riuscivo a calcolare il picco di potenza con un semplice cronometro. Potevo allenare una squadra anche usando sedie e secchi di patate”.

Sono state numerose le domande dei presenti per capire i segreti delle vittorie di Pintus, ma il preparatore atletico ha parlato di concretezza e semplicità: “Se volete che un giocatore corra di più o più veloce, fatelo correre”.

Emerge anche la discussione sull’arretratezza del calcio italiano rispetto agli altri campionati europei: “Se siamo più lenti di inglesi e spagnoli è perché durante l’allenamento loro fanno sul serio. Al Real, tutti vogliono vincere le partitine. Se Dani Carvajal (capitano del Real Madrid, ndr) perde, volano le bottiglie”.

La grande partecipazione in Aula Volponi durante la lezione del professor Antonio Pintus

L’evento

Pintus è stato il coronamento di una intensa giornata di lavori. Dopo i saluti delle autorità, il convegno di Aula Volponi è iniziato con una sessione dedicata al ruolo dell’arbitro. È intervenuto in video conferenza il Gianluca Rocchi, designatore dell’Associazione italiana arbitri, seguito dalla dottoressa Chiara Perona, arbitra internazionale di futsal da undici anni.

Tra i temi trattati spiccano la gestione interna del gruppo arbitri di serie A e B, la tenuta fisica e mentale dei direttori di gara e il loro recupero dopo un errore. “Gli arbitri – spiega Rocchi – hanno una quantità di pressione pazzesca, a partire dai giornali. Si è creato un sistema per cui quello che ammettiamo come errore viene messo in una lista e si fa il conto. La nostra linea guida è arbitrare bene senza disturbi esterni”. La dottoressa Perona ha poi approfondito la gestione dell’errore arbitrale: “Nei momenti più intensi, in situazioni di difficoltà, dobbiamo scegliere la cosa facile senza aumentare la complessità”. A chiudere la sessione dedicata agli arbitri il professor Fabrizio Perroni, che ha parlato di come un arbitro possa migliorare la sua prestazione fisica per minimizzare l’impatto che ha sulla partita.

A metà mattina, l’attenzione si è spostata sulla medicina dello sport, sulla prevenzione e sul recupero dagli infortuni. Tra gli altri, il dottor Riccardo Ciatti, della clinica Uefa di Villa Stuart, ha presentato una relazione su lesione e rottura del legamento crociato, ormai un tema ricorrente che va di pari passo con l’aumento delle partite in calendario.

Nel pomeriggio, prima della lectio magistralis del professor Pintus a concludere i lavori, c’è stato spazio per un focus sull’evoluzione tecnico-tattica del calcio, in particolare sul ruolo del portiere e dei difensori. Durante il convegno si sono dunque toccati gli aspetti più profondi dello sport più praticato al mondo. Il lungo applauso del pubblico ha infine chiuso la lezione dell’ospite più atteso.

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