I paesaggi di Otello Sisti: a Casa Raffaello la mostra che celebra l’incisore e il docente urbinate

Acquaforte "Urbino" 1982 opera di Otello Sisti
di CHRISTIAN REGIS

URBINO – “Babbo era davvero orgoglioso di essere di Urbino”: con queste parole Matteo Sisti ricorda a dieci anni dalla scomparsa il padre Otello, celebre artista e docente che ha dedicato la propria vita all’arte dell’incisione e all’insegnamento, in particolare alla scuola del libro dove è stato prima studente e poi professore. A lui è dedicata la mostra: “Otello Sisti. Nostalgia di un paesaggio”, allestita nella Casa natale di Raffaello fino al 1° novembre e curata da Innocenzo Aliventi e Luigi Bravi. Una selezione di incisioni, acqueforti e acquerelli di proprietà della famiglia, che ritraggono per lo più paesaggi urbani e naturali ispirati dall’entroterra urbinate e dei luoghi in cui l’artista ha vissuto.

Nostalgia di un paesaggio, opera di Otello Sisiti

Tra il pubblico non mancavano gli appassionati d’arte, ma anche tantissimi insegnanti: davanti alle incisioni, infatti, alle riflessioni sulla bellezza delle opere si intrecciavano i commenti, meno appassionati, su consigli di classe e correzioni di verifiche. A colpire è stata soprattutto l’atmosfera: la presenza di visitatori di tutte le generazioni ha amplificato quel calore familiare già introdotto dalla partecipazione dei figli e nipoti dell’artista.

Spettatori alla mostra “Otello Sisiti: Nostalgia di un paesaggio”

Il tema del paesaggio e la tecnica dell’acquaforte

Durante l’inaugurazione, la storica dell’arte Roberta Aliventi ha illustrato il percorso artistico di Otello Sisti: “La selezione delle opere è avvenuta direttamente all’interno delle abitazioni di famiglia, attraverso un dialogo costante con i figli. I luoghi sono il cardine della sua arte, sviluppata su due livelli: il paesaggio urbano e quello naturale”. Il paesaggio è il protagonista della mostra. “Sisti – continua Aliventi – sottrae il soggetto al rumore del mondo per collocarlo in una dimensione silenziosa, dove a vivere è soltanto l’oggetto rappresentato”. Molti i luoghi urbani rappresentati oltre alla città ducale, in primis Treia città di origine della moglie e Varese dove l’artista ha vissuto molti anni.

Varese – S Antonio opera di Otello Sisti

Tra le opere in mostra spiccano in particolare le sue acqueforti. La tecnica prevede che si copra una lastra di rame o zinco con un velo di cera e ci si disegna sopra con una punta d’acciaio. Immersa nell’acido, la lastra si corrode soltanto dove la cera è stata incisa e rimossa dal disegno, creando così i solchi destinati ad accogliere l’inchiostro. È proprio con questa tecnica che Otello Sisti ha dato vita all’opera simbolo che dà il titolo all’esposizione: Nostalgia di un paesaggio (2009). Questo lavoro racchiude e sintetizza l’essenza di tutta la sua produzione artistica, fondendo con la tecnica dell’acquaforte sia l’elemento naturale sia le geometrie del paesaggio urbano.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e di terze parti maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi