di LUCA BAGNARIOL
URBINO – Sono le 13:30 del 6 ottobre, manca mezz’ora alla chiusura dei seggi. Gli ultimi votanti, per lo più professori, si affrettano verso l’aula magna del rettorato dell’Università di Urbino per esprimere il loro voto. Alla vista del capannello di giornalisti che si è formato nel corridoio, molti di loro chiedono spaventati: “Scusate, ma questa è la fila?”. L’attesa per conoscere il vincitore del ballottaggio tra Giovanni Boccia Artieri e Marco Rocchi cresce con il passare dei minuti. Tra la folla compare anche il rettore uscente Giorgio Calcagnini, che attende come il resto del personale del suo Ateneo di conoscere il nome del suo successore.

Un lento scrutinio
Alle 14 in punto, le operazioni di voto vengono sospese. Dopo pochi minuti, giornalisti, personale tecnico-amministrativo e docenti si spostano nell’Aula magna per le operazioni di spoglio dei voti. Assenti i due sfidanti, che preferiscono attendere i risultati nei loro rispettivi studi.

Inizia lo scrutinio. Si parte con i professori: sono 190 i voti per Rocchi, mentre Boccia Artieri si ferma a 149. Anche se lievemente, il corpo docenti si esprime a favore del collega di Statistica medica. Il momento di svolta dell’elezione arriva con il voto del personale d’Ateneo: 310 su 371 vanno a Rocchi. I risultati che campeggiano sullo schermo animano la sala, mentre le speranze di vittoria di Boccia Artieri si esauriscono.
Dai rappresentanti del Consiglio studentesco arrivano 3 voti per Rocchi e 8 schede bianche, frutto dell’astensione dell’Unione degli Studenti. Una protesta contro “le proposte dei candidati, che non soddisfano le richieste studentesche”, si legge in un comunicato firmato dal coordinatore urbinate Lorenzo Perlini, e contro “il sistema di voto”, che “svilisce l’importanza della rappresentanza studentesca, essendo pesato differentemente”. “Han fatto bene”, commenta qualcuno in sala. Un dato che non sposta il risultato finale: con il 59,57% dei votanti, Marco Rocchi è il nuovo rettore dell’Università di Urbino.
Chi è Marco Rocchi
Milanese classe 1962, laureato in Scienze biologiche all’Università di Urbino nel 1989 – anni di Carlo Bo, rettore più longevo della sua storia a cui ora è intitolato l’Ateneo -, Rocchi è professore ordinario dal 2007. Capo dipartimento del corso di Scienze biomolecolari, attualmente insegna Statistica medica con elementi di matematica e abilità informatiche, matematica nel corso di laurea in scienze biologiche e metodologia della ricerca con elementi di statistica. A queste cattedre, ora si aggiunge anche il titolo di rettore.
Arriva il vincitore
In Aula magna parte un lungo applauso, mentre i presenti si girano alla ricerca del vincitore. Di Rocchi ancora nessuna traccia, per cui l’attenzione della stampa si rivolge al rettore uscente, che ha seguito lo spoglio in mezzo alla comunità universitaria che ha guidato nel corso degli ultimi sei anni. “L’affluenza è rimasta molto elevata e per questo ringrazio tutti gli aventi diritto che hanno partecipato – afferma Calcagnini -. Questo dettaglio rafforza ancora di più l’elezione del professor Rocchi a prossimo rettore dell’Università di Urbino, a cui auguro di lavorare bene con tutti per il bene soprattutto delle istituzioni”.

Mentre il pubblico defluisce verso l’esterno, ecco arrivare il neo eletto, visibilmente emozionato per il risultato raggiunto. La stampa scatta per raccogliere le sue prime parole in veste di rettore, con il rischio di paralizzare il traffico in corridoio. Per questo si opta per un’altra stanza: “Voi ditemi quello che devo fare, che io sono ancora in coma”, commenta Rocchi, evidentemente ancora stordito dalla vittoria. Dopo aver risposto alle domande dei giornalisti, un lungo applauso lo accompagna verso lo studio di Calcagnini, dove una stretta di mano sancisce simbolicamente il passaggio di consegne (che si concretizzerà a partire dal 1 novembre). Per la proclamazione ufficiale, invece, bisognerà attendere ancora qualche giorno.

Le reazioni
Chi accoglie positivamente questo cambiamento è il sindaco urbinate Maurizio Gambini. Un risultato, secondo lui, che rappresenta “un segnale delle problematiche di gestione” sotto la guida di Calcagnini (“pur stimando il rettore uscente”, tiene a specificare). “Spero – spiega Gambini, che si dice pronto a dialogo – che Rocchi possa attivare una gestione favorevole nell’interesse dell’università, della nostra città e di tutto il nostro territorio”.
Laconico il commento dello sconfitto, Giovanni Boccia Artieri. “Continuerò a lavorare – spiega il professore di Scienze della comunicazione – per un Università che si mantenga rispettosa delle differenze e che si apra rispetto alle mura di Urbino invece di chiudersi”.





