La geopolitica a raggi X: tra la sfida dell’IA e la crisi dei modelli occidentali

Gli allievi dell'Isia di Urbino illustrano live la tavola rotonda sulla geopolitica al Festival del giornalismo culturale
di CHRISTIAN REGIS

URBINO – Se vi dessero una mappa dell’Europa e vi chiedessero di tracciare i confini del continente, dove li disegnereste? È l’episodio che Alessandro Aresu e Greta Cristini hanno ricordato sul palco del Festival del Giornalismo Culturale, rievocando la provocazione lanciata dal loro maestro Lucio Caracciolo.

Durante il panel “I confini della geopolitica”, nella Sala del trono di Palazzo Ducale, i due analisti hanno proposto due visioni opposte: per Aresu il vero confine europeo è il Mediterraneo, mentre Cristini ha disegnato la sagoma degli Stati Uniti, tracciata per simboleggiare l’indissolubile legame transatlantico.

La geopolitica, una materia sempre più centrale

Negli ultimi anni, a causa dei continui sconvolgimenti internazionali, la geopolitica è diventata protagonista assoluta sui giornali e nei palinsesti televisivi. Ma come si raccontano davvero questi temi e come si traduce in pratica questa disciplina? Secondo Greta Cristini l’analisi richiede due virtù fondamentali: la capacità di “chiamare le cose con il proprio nome” e un “attitudine empatica”, indispensabile per comprendere le ragioni e la visione dell’altro. Per Alessandro Campi, fare un buon uso di questa disciplina significa innanzitutto riconoscerne la duplice natura: “Da un lato ciò che essa riesce a chiarire, dall’altro i limiti e ciò che non può spiegare”.

Il tema dell’Intelligenza artificiale

Definire la materia e i suoi limiti è la premessa per analizzare in maniera scientifica le nuove sfide del mondo, prima fra tutte l’economia dell’intelligenza artificiale. Un tema che, come evidenzia Alessandro Aresu “sta sempre di più mettendo in conflitto le potenze del mondo a scapito dell’Europa e ridisegnando i confini del potere”.

Infatti, circa il 57,4% dei principali ricercatori al mondo nel campo dell’IA è nato in Cina, mentre tra le prime trenta aziende leader del settore figurano esclusivamente realtà americane o cinesi, segnalando un’assenza dell’Europa che suona come un urgente richiamo all’azione per il nostro continente. In questa filiera gli Stati esercitano leve di forza cruciali, arrivando a bloccare o limitare i prodotti realizzati da nazioni concorrenti. Al contempo si assiste all’ascesa di nuovi protagonisti globali, come dimostra l’evoluzione della Corea del Sud nel campo dell’IA guidata da giganti come Samsung, proiettati verso profitti superiori ai 200 miliardi di euro.

Hezbollah come esempio di crisi dei modelli occidentali

Secondo Greta Cristini, che più volte si è immersa sul campo mediorientale, i modelli interpretativi tradizionali mostrano ormai chiaramente le proprie crepe. Nel contesto libanese, per esempio, è la stessa categoria occidentale di “Stato-nazione” a rivelarsi del tutto inefficace. Il Paese si regge “su un delicatissimo e fragile equilibrio costituzionale, pensato esclusivamente per regolare la convivenza e la spartizione del potere tra le differenti comunità cristiane e musulmane”.

Questa frattura istituzionale si riflette nitidamente nel sud del Libano, a forte maggioranza sciita, dove la percezione dello Stato appare completamente ribaltata: la popolazione locale non riconosce nelle istituzioni centrali di Beirut la propria reale rappresentanza politica e sociale, individuando piuttosto in Hezbollah il proprio unico punto di riferimento.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e di terze parti maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi