All’asta a 100 mila sterline due maioliche del ‘500 dipinte a Urbino. “Nascoste” in una casa inglese

Le maioliche realizzate da Francesco Xanto Avelli vendute all'asta in Inghilterra lo scorso 22 ottobre. Foto: Woolley and Wallis
di FRANCESCO FLORIS

URBINO – Nel corridoio di una piccola casa del sud-ovest dell’Inghilterra, a Shaftesbury, a circa tre ore di auto da Londra nella contea di Wiltshire, una famiglia inglese ha potuto ammirare per anni – forse inconsapevolmente – due targhe in maiolica di Francesco Xanto Avelli, artista e maestro rinascimentale che le dipinse a Urbino nel 1536. Le opere, il cui valore è stato riscoperto per caso, sono state vendute a un collezionista il 22 ottobre scorso dalla casa d’aste Woolley and Wallis, a Salisbury, per poco più di 100 mila sterline, commissioni comprese. A riportarlo è stata la Bbc in un articolo del 23 ottobre scorso. Claudio Paolinelli, ispettore onorario del ministero della Cultura per la tutela e la valorizzazione della maiolica urbinate, ha spiegato al Ducato l’originalità delle opere di Xanto: “La sua firma è garanzia di qualità. Targhe pagate poco per la loro importanza”.

Probabilmente non le avevano mai notate e non si erano mai chiesti da dove venissero e che cosa rappresentassero. Oppure, invece, le hanno spesso osservate chiedendosi quale fosse la loro origine. Fino a quando non hanno inviato via mail una fotografia alla casa d’aste del Wiltshire, Woolley and Wallis, che ha riconosciuto la mano di Xanto Avelli. Le due targhe, entrambe firmate e datate 1536, sono numerate con il 4 e il 10 e fanno parte di una rara serie sulla storia della Persia: le scene rappresentano Ciro il Grande, fondatore dell’impero achemenide, vissuto nel VI secolo a. C. Secondo la casa d’aste ne sono note una quarantina, due delle quali conservate al Louvre di Parigi e altre due nella Galleria Nazionale delle Marche. Il presidente della casa d’aste, John Axford ha parlato alla Bbc di un caso che capita “una volta per generazione”.

La natività di Ciro in una delle maioliche di Xanto Avelli ritrovata in Inghilterra – Credits: Woolley and Wallis

Un viaggio da Urbino a Shaftesbury

Neil Grenyer, direttore responsabile del dipartimento di ceramiche e vetri britannici continentali, parla dei dettagli delle opere in un video pubblicato dalla casa d’aste: “Nella prima targa viene rappresentata la nascita del futuro re, mentre la seconda lo mostra mentre incoraggia un gruppo di persone a ribellarsi al sovrano dell’epoca”. Ci sono dubbi su chi le abbia commissionate: “Probabilmente – continua Grenyer – si tratta di una persona facoltosa, forse il duca Francesco Maria I della Rovere o un altro personaggio di rilievo italiano o europeo”.

Ciro incita alcune persone alla ribellione, in una delle maioliche di Xanto Avelli ritrovata in Inghilterra – Credits: Woolley and Wallis

Jeremy Lamond, il perito di Woolley and Wallis che ha stimato il valore delle opere, ha parlato del viaggio delle due targhe dopo il periodo rinascimentale. Dopo i primi proprietari italiani, le due opere sono arrivate in Inghilterra con Sir Andrew Fountaine – collezionista di Narford Hall, nel Norfolk, a 180 chilometri da Londra -, che si ritiene le abbia acquistate durante il Grand Tour del 1714. “Fountaine mise insieme una collezione di circa 500 maioliche, rimasta alla sua famiglia fino al 1884, quando – spiega Lamond – chi pensava fossero semplici cocci di ceramica decise di liberarsene”.

Furono poi comprate dal generale Augustus Henry Lane Fox Pitt Rivers, il cui nome è legato al museo di Oxford e di Farnham. “Per questo – osserva Lamond – è logico che siano riaffiorate nel sud-ovest dell’Inghilterra” Da allora per discendenza sono passati alla famiglia di Shaftesbury rimanendo nascoste al pubblico per più di 140 anni. L’acquirente che si è assicurato le targhe nei giorni scorsi è un collezionista britannico.

Xanto, il primo artista impresario

Nella sala delle maioliche, al secondo piano di Palazzo Ducale, sono esposti alcuni dei lavori di Xanto Avelli. A fianco alle sue opere si può leggere una breve biografia, che lo definisce “il più intrigante tra i pittori di maiolica”.

Dettaglio targa, “Il matrimonio di Dario con la figlia di Ciro”, Francesco Xanto Avelli, Urbino, 1536. Palazzo Ducale

Claudio Paolinelli, ispettore onorario del ministero della Cultura per la tutela e la valorizzazione della maiolica urbinate, ha spiegato l’importanza di Xanto: “Nato a Rovigo, si trasferì presto a Urbino, dove fu il primo a capire che il lavoro di artista poteva coincidere con quello di impresario di bottega”. Qual è la particolarità dei pezzi di Xanto? “Era orgoglioso di firmare e anche in questo è stato il primo a farlo. La sua sigla e il suo nome – continua Paolinelli – erano garanzia di qualità”. Una garanzia che vale anche ai giorni nostri, dato che molti autori sono conosciuti con pseudonimi: “Sul mercato antiquario, soprattutto per un collezionista, è come avere un oggetto con pedigree, perché chi lo compra è certo di rivenderlo in futuro come oro”.

Il prezzo delle opere

Secondo la Bbc e l’Antiques Trade Gazette, testata giornalistica britannica di riferimento per il mercato internazionale dell’arte ciascuna targa è stata aggiudicata a 38 mila sterline, mentre la cifra complessiva con le commissioni supera le 100 mila. Alcuni piatti istoriati di Xanto Avelli hanno raggiunto cifre più alte, come un piatto del 1537 venduto a Edimburgo da Lyon & Turnbull – storica casa d’arte britannica – per 325 mila sterline nel 2011. Claudio Paolinelli spiega infatti che il prezzo di vendita delle due targhe vendute nei giorni scorsi è inficiato dalla cattiva conservazione: “Il fatto che una sia frammentaria e ricomposta ha influito sulla cifra finale. Chi colleziona la ceramica, spesso vuole che sia perfetta”.

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