URBINO, 26 OTT. – I funzionari indagati non ricoprono più ruoli operativi legati ai contratti oggetto dell’inchiesta “Ricostruzione”. Lo comunica Ente regionale per il diritto allo studio in una nota diffusa oggi. Il provvedimento è stato preso “per motivi cautelari”. È la prima presa di posizione dell’ente dopo l’indagine “Ricostruzione” che ha visto coinvolti – tra i 51 indagati – due dirigenti di Erdis Marche che lavorano principalmente nella sede di Urbino: gli ingegneri Michele Pompili e Erika Bartolucci. Ascoltati in merito al cantiere delle Monachette di Macerata.
Erdis esprime “piena fiducia” nella magistratura e assicura la massima collaborazione, mettendo a disposizione atti e documenti. Il Consiglio di amministrazione si è riunito anche in seduta straordinaria. Sono state avviate verifiche interne sulle procedure e sugli atti che hanno portato ai contratti con i soggetti coinvolti. Il direttore generale, come responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, ha avviato un’analisi straordinaria dei processi interni per rafforzare i controlli, sottolinea l’Erdis nella nota.
L’ente ha chiesto alla Procura della Repubblica l’accesso al fascicolo, per ora non disponibile, e alla Procura antimafia indicazioni per conciliare le esigenze di giustizia con la prosecuzione dei lavori nei cantieri. L’obiettivo è confermare, per l’anno accademico 2027/2028, i posti letto ai borsisti fuori sede che studiano a Macerata.
Erdis ricorda che per tutti i coinvolti vale la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. Se dovessero emergere condotte lesive dei suoi interessi, tutelerà la propria posizione in ogni sede.
m.f.



