di EMANUELE DONATI
URBINO – Da oggi cambiano le regole per l’assegnazione delle case popolari a Urbino: gli anni di residenza nel comune, la cosiddetta “residenzialità storica”, non aggiungeranno più punti in graduatoria. Era un vantaggio che poteva valere fino a 5 punti, che la Corte costituzionale ha però definito incostituzionale. Nella seduta di martedì 27 ottobre, il Consiglio comunale voterà la modifica al regolamento per adeguarlo alle sentenze della Consulta. Ancora da chiarire se sarà necessario un nuovo bando.
Come ha funzionato finora?
Per avere una casa popolare si entra in una graduatoria, cioè un elenco, una classifica, in cui chi ha più punti acquisisce priorità nell’ottenere un alloggio. I criteri sono molti, a concorrere al punteggio c’è per esempio il reddito, la presenza di anziani, persone con disabilità, figli piccoli nel nucleo famigliare, genitori soli e giovani. È assegnato un punteggio anche per chi è in graduatoria da più anni, fino a 5 punti. Salta dunque un’unica norma, quella legata al tempo di residenza: dopo i primi dieci anni di residenza a Urbino, ogni anno in più valeva mezzo punto, fino a un massimo di cinque. Lo stesso punteggio che si può ottenere per il reddito.
Perché cambia?
Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, l’organo che controlla che le leggi rispettino la Costituzione. Con le sentenze n. 1 dell’8 gennaio 2026 la Suprema Corte ha stabilito che assegnare un punteggio per la è incostituzionale. Il motivo è semplice: il bisogno di una casa non dipende da quanti anni si vive in un determinato luogo. Una famiglia in difficoltà ha lo stesso bisogno sia che viva in città da vent’anni, sia che ci sia arrivata da poco. La sentenza riguardava una legge della Toscana, ma il principio vale per tutti, e il Comune deve quindi adeguare il suo regolamento. Anche nelle Marche, nel 2023, la Corte aveva già cancellato l’obbligo di avere cinque anni di residenza per poter presentare domanda di alloggio in edilizia residenziale pubblica.
Le altre novità
Gli italiani che vivono all’estero avranno 15 giorni in più per presentare la domanda: il bando dura almeno 30 giorni, per loro si allunga di due settimane. Cambia un aspetto tecnico: i compensi della commissione che prepara la graduatoria non saranno più scritti nel regolamento, ma si rimanda a quanto previsto dalla convenzione con l’Unione Montana.
Le nuove regole valgono per le prossime graduatorie, quelle che nasceranno da un nuovo bando. Nella proposta di deliberazione che sarà votata questa sera, è previsto che le modifiche diventino operative subito dopo il voto.
Alice Amadori: “Riflettere sull’abitare a Urbino”
“Occorre fare una riflessione sull’abitare a Urbino – commenta la consigliera comunale di minoranza Alice Amadori -. Servirebbe un tavolo di confronto per rivedere il regolamento e dare più punti alle persone con disabilità o alle coppie under 35. In Consiglio comunale incalzerò sul tema dell’edilizia popolare a Ponte Armellina, dove i lavori di riqualificazione sono indietro”. La domanda che Amadori porrà in Consiglio comunale è in che modo verrà gestita la fase di transizione verso il regolamento modificato: se verrà tenuto conto della graduatoria formata fino ad oggi o se ci sarà subito un nuovo bando.




