Fgcult 2026, i confini della la matematica e l’era dell’AI, secondo Simonetta Di Sieno

Simonetta Di Sieno
di MANUEL MORGANTE e MARCO FALLARA

URBINO – “La matematica è libera da confini, intrinsecamente internazionale e onnivora”. È la visione di Simonetta Di Sieno, docente di matematiche complementari all’Università degli Studi di Milano, sul tema che affronterà insieme a Gilberto Bini e Gian Italo Bischi venerdì 9 alle 18:30 nella Sala del Trono di Palazzo Ducale.

L’insieme delle matematiche

“La matematica odierna è il prodotto di tante matematiche locali che hanno trovato fusione e valorizzazione” per la studiosa questo è frutto di diverse culture spesso periferiche al mondo accademico. “Un matematico indiano in Inghilterra porta con sé una cultura diversa e l’attenzione a problemi non di moda”, spiega Di Sieno, offrendo “a docenti e comunicatori la possibilità di parlare a persone di provenienze diverse”. Ma la storia della matematica, ricorda la studiosa, a un certo punto ha dovuto fare i conti con sé stessa. “Un momento fondamentale è stato quello alla fine dell’Ottocento sulla definizione di insieme”, racconta, “usare una parola del linguaggio comune nel linguaggio tecnico ha generato paradossi logici”.

Simonetta Di Sieno

Da quella crisi, però, nacque una svolta: “La riflessione sulla logica nata da queste contraddizioni ha posto le basi per un linguaggio univoco e meno aleatorio, permettendo alla disciplina di progredire”. In questo contesto, Di Sieno colloca una figura simbolo del riscatto intellettuale: Emmy Noether figlia di un famoso matematico, a cui inizialmente l’università non era accessibile, “Noether dovette attendere che altri riconoscessero il suo valore e grazie all’intelligenza di matematici come Hilbert, che fecero di tutto per farla insegnare, le fu permesso di lavorare”, sottolinea Di Sieno. Da quel varco aperto con fatica nacque una rivoluzione: “Emmy Noether ha rivoluzionato la teoria dei numeri e la gestione delle strutture algebriche”, dando forma a un modo nuovo di pensare la matematica.

L’Ai: strumento da governare

Di Sieno affronta anche il tema più attuale, quello del rapporto tra matematica e Ai: “L’esistenza dell’intelligenza artificiale non ci autorizza a smettere di studiare”, continua Di Sieno, “un monito va rivolto soprattutto a chi crede che il sapere matematico sia ormai superfluo, delegabile a un algoritmo”. Se lei pensa adesso all’ultima discussione sulle equazioni di Navier-Stokes, è una questione di priorità (“l’ho trovata io”, “l’hai trovata tu”), ma la comunità dei matematici ne verrà a galla. Le altre implicazioni, quelle su che tipo di agente sia quello che riesce a ottenere questi risultati, sono molto più delicate, ma siamo venuti a capo di ben altro e non c’è motivo di dire basta.

Per Simonetta Di Sieno, l’avvento dell’intelligenza artificiale, non significa non studiare più: “Il mio nipotino diciottenne dice: ‘Vabbè dai, basta dirglielo e me la fa’. Eh no, non funziona così. È fondamentale studiare perché devi essere attrezzato per gestire queste cose”.

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