di LELLA MAZZOLI
URBINO – Ogni anno, e questa edizione non fa eccezione, il Festival dedica uno spazio allo studio e all’analisi dei comportamenti della popolazione relativamente a contenuti culturali. Lettura, fruizione visiva, ascolto tutte modalità che usiamo sempre più frequentemente intrecciandole, talvolta contestualmente. È questa la modalità dei contemporanei di informarsi.
Sarà Claudia D’Ippolito, ricercatrice di Ipsos, a presentarci uno scenario relativo a quelli che potrebbero essere i confini intesi come chiusure ma anche come aperture ai tanti modi di fruire i contenuti culturali. Dalla indagine ci aspettiamo uno scenario che coniughi il locale con il globale, il libro con il podcast, le serie tv con il cinema. Uno scenario multicanale e pluriculturale. Sarà interessante capire un’altra linea di demarcazione o forse di continuità fra le Generazioni Z e X, Boomers e Millenials. E ancora: come giudicheranno, gli intervistati, la produzione libraria italiana e quella straniera? Sono davvero curiosa di conoscere il dato. Spero lo siate anche voi.
Posso qui anticipare che la produzione italiana di libri è percepita di qualità equivalente se non superiore rispetto a quella straniera. Su questo e su tutti i dati della indagine Ipsos attendiamo al Festival le voci di due autorevoli studiosi come Giovanni Solimine – emerito alla Sapienza a Roma, insigne studioso di libri ed editoria – e Giuseppe Iannaccone, saggista, presidente del Centro per il Libro del Ministero della Cultura, insieme ad Alessio Torino studioso e scrittore. Tutti assieme per darci la loro interpretazione relativamente allo scenario che la ricerca ci offrirà.




