di ELISA MATTA
URBINO – Ha un sorriso imbarazzato Marco Rocchi, che riceve oggi dal suo predecessore Giorgio Calcagnini l’investitura a rettore dell’Università di Urbino, mentre indossa il copricapo di velluto rosso che ricorda quello del Duca Federico. Nonostante il suo mandato, come disse durante la campagna elettorale, sarà incentrato sulla discontinuità rispetto all’amministrazione precedente, nel suo discorso Rocchi non manca di ringraziare il Magnifico uscente: “Calcagnini ha preso in mano questo ateneo durante la pandemia – dice – con aule vuote e un futuro buio. Ha anche potuto godere di finanziamenti mai visti prima grazie al Pnrr. Adesso noi ci avviamo verso una nuova direzione di dialogo, condivisione e trasparenza”.
“Senza dati sei solo un’altra persona con delle opinioni” continua Rocchi, citando un suo “collega”: lo statistico W. Edwards Deming. “Io e Berta Martini – l’altra candidata coi cui voti Rocchi ha vinto le elezioni e che ha nominato prorettrice vicaria – analizzeremo i dati con attenzione e competenza, perché sono il pane quotidiano di entrambi: anche Martini è una matematica, per quanto prestata alla pedagogia”. Poi è il momento di un’altra citazione, questa volta di Carlo Ossola, che a proposito di Italo Calvino disse: “Le sue visioni ci aiutano a rendere il futuro abitabile”. “Queste parole – dice Rocchi – si applicano bene alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, ma anche rispetto al nostro ateneo. Non l’Università, ma il suo stesso futuro va reso abitabile: è il futuro dei nostri giovani, che soffrono criticità che conosciamo bene e che non dobbiamo affrontare con rassegnazione né fatalismo. Il nostro compito è lasciare un’università migliore di quella che abbiamo trovato”.

Martini: “Sondiamo nuove cariche”
Arriva il momento di Martini, a cui Rocchi fra gli applausi offre un abbraccio sentito: “È irrituale che la prorettrice vicaria prenda la parola – comincia Martini – ma questo è il tipo di segnale che vogliamo dare. Durante la campagna elettorale non abbiamo voluto anticipare ruoli e incarichi, perciò in questo momento stiamo sondando i colleghi (alcuni di voi sono in questa stanza ma ancora non lo sanno). Entro fine novembre costruiremo una squadra di governo articolata, con nuovi ruoli: faremo un prorettorato all’orientamento, allo sviluppo del territorio e ai rapporti coi sindacati”.

Nel pubblico è presente anche lo sfidante Giovanni Boccia Artieri, che stringe sportivamente la mano al nuovo rettore prima dell’inizio del suo discorso: “Tensione?” gli chiede con un sorriso. “Ancora per poco” risponde Rocchi.
Dopo l’insediamento ufficiale e la pioggia di applausi, un coro si leva dai banchi a destra: è quello di quattro membri della goliardia urbinate che, indossando mantello e feluca, intonano il loro inno Gaudeamus igitur come buon augurio al nuovo Magnifico.




