Yulia a Urbino col sogno del fotogiornalismo: “Qui c’è libertà, in Russia solo giornali filogovernativi”

Yulia Fedorova studente dell'Isia
di CHRISTIAN REGIS

URBINO – Sono 2.800 i chilometri che separano Mosca da Urbino. Li ha percorsi tutti Yulia Fedorova, 23 anni, arrivata in città da meno di un mese. Nonostante sia qui da poche settimane, già parla e capisce l’italiano. Originaria della capitale russa e amante del teatro, Yulia studia fotografia all’Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche). Il corso durerà due anni. A suggerirle di venire a Urbino è stato un docente di fotografia in Russia, che conosceva l’Istituto e la sua fama.

Nonostante le sanzioni contro la Russia da parte dei Paesi occidentali arrivare in Italia è possibile, l’ostacolo più grande è, ça va sans dire, la burocrazia. “Ho dovuto fare tutti i documenti”, racconta, soprattutto per il visto. Una volta superata la trafila, però, la strada è stata in discesa. Ridendo, ammette che il percorso è “un po’ complicato”, ma alla fine tutto è andato per il meglio. Di politica, invece, preferisce non parlare ma la sua posizione si può capire da come parla del mondo dell’informazione. I giornali italiani, dice Yulia, sono “più liberi” di quelli del suo Paese e anche “un po’ più politici”

La passione per il fotogiornalismo

L’amore per la fotografia è arrivato quattro anni fa, all’università di Mosca, dove ha studiato giornalismo. In Russia, oltre a scrivere per un giornale locale, è diventata fotografa di balletto per un magazine che si chiama proprio Ballet, tra uno scatto e l’altro ne gestisce anche i social. “Non solo le piattaforme tradizionali come Instagram – accessibile in Russia soltanto tramite Vpn (una rete virtuale che permette di mascherare la propria posizione ndr.) – ma anche i social network locali come VKontakte”. Oggi il suo obiettivo è il fotogiornalismo. L’ambito è ancora un punto di domanda: “Ancora non lo so” dice ridendo.

Yulia non guarda la televisione e ha appena cominciato a sfogliare i quotidiani italiani “per seguire la politica e l’attualità”. “Ho iniziato a leggere la Repubblica”, e il confronto con la stampa russa è netto. In Russia, spiega, “l’alternanza tra giornali di sinistra e di destra non esiste. Nel Paese c’è solo una stampa filogovernativa”. Le redazioni che non sono in linea con il governo “hanno lasciato i paese e ora lavorano dall’estero”.

Tra vecchia e nuova casa

A Mosca ha lasciato la famiglia, gli amici e un gatto. “Amo i gatti”, ci tiene a precisare, sottolineando il suo profondo amore per i felini, ben superiore a quello per i cani. Con i genitori si sente ogni giorno. Della sua compagnia a Mosca non era l’unica a voler lasciare il paese: “Molti miei amici vorrebbero partire per l’Europa o per l’America”. A Urbino, però, si sente già a casa: “La sera esco: sono anche andata a fare un picnic e capita spesso di bere una birra insieme ai miei compagni di studio”. Birra o vodka? “Non mi piace la vodka. Non tutti i russi la bevono” dice ridendo. La crescia, invece, non l’ha ancora assaggiata. Ma ci tiene davvero a provarla tanto da chiedere consiglio su dove trovare la più buona in città, e segnarselo sul telefono. Nemmeno il teatro l’ha convinta: da appassionata di balletto dice “l’offerta in città non è molto interessante”. Il Palazzo Ducale, invece, per ora lo ha visto solo da fuori.

Prima dell’Italia ha viaggiato parecchio: Montenegro, Serbia, Repubblica Ceca, Estonia e Svezia. Scegliere il suo Paese preferito è “troppo difficile”. Dell’Italia per ora ha visto solo Urbino e Pesaro, ma la lista dei desideri è lunga. Alzando gli occhi al cielo dice: “Mi piacerebbe visitare Milano, Roma, Firenze, Venezia e Positano”.

L’Italia “come il paradiso”

L’Italia in Russia è vista “come il paradiso”, afferma Yulia senza esitare. Il motivo è semplice: “C’è mare, sole, cibo”. Qui il clima è decisamente più mite rispetto alla Russia, un dettaglio che spiega il perché lei indossi soltanto una felpa in mezzo a tanti italiani già infagottati nelle giacche. Se un amico volesse visitare Mosca? Yulia ha le idee chiare. A tavola, syrniki (un tipico dessert russo), pel’meni e peirogi. Tra le tappe da non perdere, il teatro Bol’šoj, il museo al Cremlino e “ovviamente la famosa metropolitana di Mosca”.

Per ora Yulia è a Urbino, con la sua macchina fotografica e due anni davanti per capire che fotogiornalista vuole diventare. Tornare in Russia?: “Preferirei stare qui”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e di terze parti maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi