di NICOLE CIOTTI
URBINO – A Brooklyn c’è un luogo in cui è possibile affacciarsi da una delle finestre urbinati di Palazzo Ducale. Per farlo, ci vuole un biglietto aereo transatlantico, un po’ di fantasia e il permesso di Ryan McAmis per entrare nel suo studio d’arte newyorkese.
McAmis è un illustratore e designer americano. Collabora con testate come Vanity Fair, The Washington Post e il The Wall Street Journal, oltre a lavorare nel settore del luxury design per alcuni brand di cosmesi. Lontano dai ritmi della grafica commerciale, appena ha del tempo libero si dedica al progetto di una vita: ricreare dettagliati modelli architettonici in miniatura. Tra i suoi progetti più affascinanti – e a cui è più legato – spicca la riproduzione, fedelissima e in scala microscopica, di una delle celebri finestre con sedute di Palazzo Ducale a Urbino.
Urbino in una cassetta VHS
La storia del primo incontro tra McAmis e Urbino risale agli anni ’80, quando film e video si guardavano sulle videocassette. “Da ragazzo ero un nerd della storia e registravo documentari sull’arte e sull’architettura su VHS, così da poterli guardare all’infinito” racconta al Ducato. Tra questi, un giorno si imbatte in una serie della Bbc “Avevo registrato una cassetta di Civilisation: A personal view di Kennet Clark, documentario televisivo che fu ritrasmesso anche dalla rete americana Pbs quando ero bambino – dice McAmis -. Clark dedicò una puntata a Urbino, e ricordo una bellissima scena in cui apre una delle finestre del Palazzo Ducale, da cui si scorge la Chiesa di San Domenico con il suo suggestivo portale rinascimentale di Maso di Bartolomeo. Quell’immagine mi è rimasta impressa per sempre”.
Quell’immagine è rimasta nella mente di McAmis fino a quando non è nata l’idea di realizzare una serie limitata di riproduzioni in miniatura dell’affaccio finestrato di Palazzo Ducale: “Kenneth Clark definì la dimora dei duchi di Urbino come il palazzo più bello del mondo, e io sono pienamente d’accordo. È venuto naturale dedicarmi a questo progetto”.
L’opera è concepita all’interno di una cornice (un box frame) con il retro volutamente aperto: posizionata sul davanzale di una finestra moderna, la struttura lascia filtrare la luce naturale attraverso le vetrate in miniatura.
Dal virtuale al reale
Senza aver mai varcato di persona la soglia di Urbino, McAmis ha esplorato gli interni del Palazzo Ducale direttamente dal suo studio di Brooklyn grazie alle immagini ad alta risoluzione e alle panoramiche su Google Maps. Da questo studio è nato un processo creativo che fonde la modellazione digitale 3D con l’abilità artigianale.

McAmis ha dedicato circa un mese al software Blender per scolpire i bassorilievi rinascimentali, poi stampati in resina ad alta precisione. Ma è terminata la fase digitale che inizia il lavoro più complesso: ogni elemento viene dipinto interamente a mano. Una scelta metodologica precisa, come spiega lo stesso artista: “La pietra ha bisogno di quelle lievi, naturali imperfezioni per sembrare davvero autentica su questa scala microscopica”. E per le finestre, poiché il vetro reale rischiava di risultare troppo fragile in miniatura, McAmis ha ideato una soluzione alternativa sovrapponendo due sottili fogli di acetato trasparente, sui quali ha poi stampato i dischi traslucidi sfumati nelle tonalità dell’azzurro, del grigio e del verde.
Chissà che una finestra non diventi un intero palazzo. Alla domanda sulla possibilità di spingersi oltre e riprodurre l’intero edificio, McAmis rivela: “Realizzare l’intero palazzo sarebbe un’impresa monumentale e pluriennale, simile a quella della cattedrale; ma concentrarmi su specifiche componenti architettoniche è assolutamente qualcosa che mi immagino di fare in futuro”.

La passione di una vita, dai treni alle cattedrali
La costruzione di modelli in miniatura è una passione che accompagna McAmis da quando ne ha memoria: “Da bambino costruivo cattedrali con pannelli di polistirolo espanso e passavo ore a lavorare su un plastico ferroviario nel garage di casa”.
McAmis non ha voluto perdere questa attività creativa, portandola con sé anche nella vita adulta e trasformandola in un progetto artistico a lungo termine: “Ho deciso di progettare e costruire da zero una cattedrale toscana del XVI secolo. Non si tratta della copia di una cattedrale specifica: volevo realizzarne una tutta mia, ma mi sono ispirato a varie cattedrali e chiese [degli ordini ndr] mendicanti della Toscana e dell’Umbria”.

Recentemente, la vita dell’artista è stata segnata da una complessa sfida personale: la diagnosi di un tumore al femore, arrivata fortunatamente prima che la malattia si diffondesse. Costretto a sospendere gli impegni per affrontare la terapia, McAmis ha scelto di trasformare questo periodo in una preziosa “finestra creativa”: “Ho intenzione di dedicare le mie energie alla cattedrale, alla ricostruzione del mio sito web personale e a riflettere su quale direzione voglio dare alla mia vita e alla mia carriera una volta che tutto questo sarà finito” racconta. Ciò che lo entusiasma di più, pensando al periodo della convalescenza, è proprio “la realizzazione dei suoi modelli”.

“Una visita al Palazzo? Cambierebbe tutto”
Poter viaggiare nelle Marche e camminare tra le sale del Palazzo Ducale resta un obiettivo prioritario per l’artista newyorkese: “È ironico che ancora non sia riuscito a venire a Urbino, dato che viaggio spesso per l’Italia”. Il prossimo viaggio vorrebbe dedicarlo proprio all’esplorazione delle Marche.

Quale impatto potrebbe avere su di lui visitare Palazzo Ducale di persona? Secondo McAmis, “cambierebbe tutto”: “Avrebbe un’influenza profonda sul modo in cui immagino il progetto in futuro. Poiché l’ho conosciuto solo attraverso i libri, il documentario della Bbc e Google Maps, il palazzo esiste nella mia mente come una sorta di spazio idealizzato, quasi mitico. Vederlo nella realtà non distruggerebbe l’ideale che ho costruito nella mia testa, ma anzi lo arricchirebbe. Quel giorno arriverà sicuramente e non vedo l’ora che arrivi presto”.




