Clemons riceve l’Urbino Award. “I giornalisti e la sfida economica, sappiano fare gli imprenditori”

Il giornalista Steven Clemons e il sindaco Maurizio Gambini
di CHRISTIAN REGIS

URBINO – Ammirato, affascinato da Urbino e la sua eredità, il giornalista americano Steven Clemons, ha elogiato la città ducale come grande protagonista della storia rinascimentale. E riconosciuto l’Italia (e il governo Meloni) come caposaldo europeo. Clemons ha ricevuto sabato a Palazzo ducale l’Urbino Award, dedicato alla stampa americana. Il riconoscimento è stato consegnato direttamente dalle mani del sindaco Maurizio Gambini. Il conduttore del programma The Bottom Line su Al Jazeera English dopo la cerimonia ha confidato al Ducato: “Sarebbe un onore diventare ambasciatore di Urbino nel mondo”. nel suo discorso durante la premiazione ha ribadito l’importanza del giornalismo nel raccontare la storia.

Il giornalista Steven Clemons e il sindaco Maurizio Gambini durante la parata

La cerimonia di premiazione

La mattinata è iniziata in Comune, dove Clemons ha visitato l’ufficio del sindaco ammirando le storiche mappe della città. Poi è partita la parata in costume rinascimentale, un breve corteo sotto la pioggia e qualche fiocco di neve ha accompagnato il giornalista e le autorità fino a Palazzo Ducale.

In una sala conferenze piena è iniziata la premiazione. Il sindaco ha aperto la cerimonia sottolineando l’importanza del buon giornalismo e portando i saluti del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. A prendere la parola è stato poi David Connon, portavoce dell’Ambasciata americana a Roma, che ha sottolineato “l’informazione attenta e obiettiva che Steven Clemons ha portato avanti in questi decenni”.

Il momento della premiazione si è svolto tra gli applausi, durante i quali Clemons ha scherzato sul premio ricevuto, ispirato alla flagellazione di Piero della Francesca, commentando: «È pesante, non è di plastica». Durante il discorso di ringraziamento il giornalista americano si è soffermato in particolare sulla città che lo ha ospitato: “Urbino non è semplicemente un luogo su una mappa, è uno di quei rarissimi siti dove la traiettoria del pensiero umano ha preso una svolta diversa. È importante non solo che voi tutti lo sappiate, ma che lo sappia anche il resto del pianeta. Avete cambiato il mondo.”

Il giornalista Steven Clemons parla alla platea durante la cerimonia di consegna dell’Urbino Award

Clemons si è poi concentrato sul mestiere del giornalista: “Viviamo in un momento di sovraccarico di informazioni, milioni di fatti, milioni di opinioni, algoritmi. Il giornalismo è uno degli ultimi mestieri che cerca ancora di collegare i punti, cerca di responsabilizzare il potere. Non siamo solo cronisti, siamo dispensatori di prospettive, cerchiamo di creare profondità in un mondo sempre più bidimensionale, letteralmente e metaforicamente”

Il mondo che cambia e il giornalismo di domani

Durante la cerimonia non sono mancate riflessioni di carattere internazionale. Intervistato dal Ducato in merito al ruolo dell’italia nello scenario globale Clemons ha risposto: “L’Italia oggi è percepita come un leader molto solido in Europa e un partner forte degli Stati Uniti. Questo è dovuto specialmente al rapporto Meloni-Trump. Credo anche che ciò sia dovuto al forte cambiamento economico avvenuto negli ultimi 20 anni. L’Italia si è dimostrata una forza straordinaria, non solo in Europa, ma anche su temi come la questione ucraina. Si è rifiutata di essere insignificante. L’Italia si sta distinguendo in un modo davvero unico e importante. Credo che in questo momento il Presidente Trump rispetti Giorgia Meloni, ma credo che in generale gli americani riconoscano che l’Italia è un fattore chiave. Questa è una novità rispetto a 20 anni fa.”

Infine, Clemons ha ribadito l’importanza del giornalismo nel mondo di domani: “Il giornalismo continuerà ad affrontare sfide. Sarà messo alla prova economicamente, sarà messo alla prova da cosa significhi o come appaia il giornalismo. Non mi importa quali siano le piattaforme che si utilizzeranno. Ma il giornalismo, nella sua essenza, deve chiedere conto al potere, deve raccontare la storia. E credo che questo debba essere parte della stella polare, la luce guida nel giornalismo. Ma credo che le sfide economiche continueranno. I giornalisti devono imparare a diventare imprenditori”  

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