Ricerca, energia e smart city, le proposte del Pd per l’Urbino del futuro

Presentazione delle proposte del Pd sul Pug
di CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – In attesa per l’inizio dei lavori del nuovo Piano urbanistico di Urbino, quello che il Comune ha affidato all’archistar Mario Cucinella, Il Partito democratico ducale ha presentato le proprie proposte per il futuro della città. Tra le idee ci sono quella di creare un centro di ricerca, curare i boschi per alimentare centrali energetiche e rendere Urbino una smart city. Il gruppo consiliare ha anche chiesto al sindaco Maurizio Gambini, presente all’incontro di lunedì 19 gennaio, di formare una commissione consultiva che coinvolga sia la maggioranza sia l’opposizione.

Ricerca finanziata dal Legato Albani

Presentata dal consigliere comunale Lorenzo Santi, la prima proposta del Pd è di realizzare centri di ricerca attraverso una collaborazione tra l’Università degli Studi di Urbino, il Comune, il Legato Albani e Palazzo Ducale per intercettare studenti specializzati e far rimanere nella città ducale chi si forma. “La ricerca applicata produrrebbe brevettazione e incentiverebbe la formazione di start-up, anche con un’iniziale partecipazione pubblica. Il Legato Albani, nato per supportare lo studio, potrebbe sfruttare l’utile che ricava dagli affitti delle sue proprietà per finanziare borse di studio per dottorati e contratti di ricerca. A Palazzo Ducale poi sta nascendo un polo per il restauro” ha spiegato Santi.

Soluzioni per energia green

Il gruppo consiliare ha poi ipotizzato una modalità di gestione ambientale integrata. “Una società si occuperebbe del bosco e secondo piani prestabiliti ne attingerebbe legna e ramaglie per poi produrre pellet e cippato. Questi sarebbero oggetto di vendita o sfruttati in centrali del comune attraverso un sistema cogenerativo che utilizza una pirogassificazione (processo che converte materiale organico solido in gas combustibile ndr). Le centrali, di piccola potenza, produrrebbero energia elettrica per alimentare ad esempio la piscina o il palazzetto” precisa Santi al Ducato.

Da quanto spiegato dal partito, questa forma di gestione permetterebbe anche di mantenere i sentieri più curati e incentivare il turismo boschivo, che a sua volta porterebbe un indotto economico. Sempre in ambito energetico, Santi propone poi di installare pannelli fotovoltaici e pale eoliche per la produzione di idrogeno verde: “Verrebbero posizionati in zone abbastanza isolate, come in un’area industriale. Farebbero capo a una società magari partecipata dai cittadini”.

Una Urbino “smart”

Infine, il Pd desidera favorire l’integrazione digitale del territorio e l’innovazione tecnologica a supporto del cittadino, con l’obiettivo di rendere Urbino una smart city. “Se ne occuperebbe una società con capitale totalmente pubblico o misto. Ne farebbero parte informatici che integrerebbero nella città sistemi, sensori e impianti per il monitoraggio delle varie parti che si vogliono controllare” afferma Santi.

“L’idea è di immaginare la città del futuro, non definire solo delle regole. Vivere a Urbino deve essere attrattivo. Avere pochi abitanti ma con una qualità della vita molto alta può essere un vanto”, ha spiegato il capogruppo del Pd Federico Scaramucci. “Il piano è espressione della volontà politica” ha detto il consigliere Davide Balducci chiedendo al sindaco di ascoltare le richieste di tutte le parti. Balducci ha inoltre evidenziato al Ducato l’utilità di un osservatorio permanente per monitorare le trasformazioni della città e attuare miglioramenti, sulla base dell’idea dell’architetto e urbanista Giancarlo De Carlo risalente al 1994 ma mai realizzata.

Il Piano urbanistico generale

Secondo una legge regionale del 2023 i comuni marchigiani si devono dotare di un piano urbanistico. Il primo piano urbinate risale al 1964 con l’obiettivo di salvaguardare il centro storico, mentre il secondo è stato elaborato nel 1994 da De Carlo. Venerdì prossimo il Comune presenterà in conferenza stampa l’inizio dei lavori per il nuovo Pug, di cui si occuperà nello specifico l’architetto Mario Cucinella.

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