Urbino, processo Londei: “fino a 18 mila euro al mese alla zia per spese ad personam”

Il tribunale di Urbino, in via Raffaello
di GIACOMO CECCOLINI

URBINO – Una dipendente che percepiva fino a 18 mila euro al mese come spese ad personam e poi una richiesta di indennità di disoccupazione, da parte della stessa dipendente, il cui ruolo non è stato ancora definito, ci sono anche questi aspetti da chiarire nel processo per truffa a carico di Luca Londei, ex consigliere comunale di Urbino.

Nell’udienza del 20 gennaio al Tribunale di Urbino l’esame dei testi ha riguardato il rapporto lavorativo di Tiziana Londei, zia di Luca Londei, con la Onlus “La villetta” e una società di servizi dell’imputato, la Res. Secondo l’accusa, il rapporto di lavoro, conclusosi nel dicembre 2018 con il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sarebbe stato fittizio, e integrato dalle ingenti spese ad personam avrebbe comportato per Tiziana Londei un assegno Naspi di ben 9 mila euro.

Tra i testimoni, Benedetta Costanzo, funzionaria dell’Inps che ha analizzato la contabilità della società: “Dai risultati del lavoro dell’Inps, iniziato nel 2021, è emerso che dalla consultazione nel libro unico del lavoro, tra luglio 2017 e dicembre 2018, alla signora Tiziana Londei venivano riconosciute delle somme a titolo di spese ad personam che arrivavano in un caso a 18 mila euro al mese. Cifre molto diverse da quanto può percepire un impiegato amministrativo di terzo livello, al massimo 200 euro. Essendo somme imponibili, le davano diritto ad accedere alla disoccupazione, ricevendo circa 9 mila euro, e al Tfr”. Dalle testimonianze prese dall’ente si è però concluso che “la signora Tiziana si presentava al lavoro e quindi non è possibile parlare di contratto fittizio” ha dichiarato la funzionaria.

L’avvocato di Tiziana Londei, Nicola Maria Ciacci puntualizza: “la somma di € 18.000,00 – lungi dal costituire spese ad personam mensili – fu l’oggetto di una richiesta giudiziale (accolta) nei confronti di RES Servizi srl a titolo di numerose mensilità non retribuite e Trattamento di Fine Rapporto non percepito; il tutto al lordo della tassazione e della contribuzione”.

Ascoltati anche due ex dipendenti de “La Villetta”, Gianluca Saracca e Roberta Boncompagni che hanno prestato servizio fino al 2019 con mansioni amministrative, testimoniano la presenza in struttura di Tiziana. “Non ricordo che la signora avesse incarichi, era presente ma non so con quale funzione”, ha affermato Saracca. Anche Boncompagni ha confermato la presenza di Tiziana: “Aveva un ufficio, seguiva gli orari dei collaboratori delle strutture. Poi, se ci andava o no, non lo so dire”.

Una delle strutture della cooperativa “La Villetta”

“La signora Londei Tiziana svolgeva attività a livello di progettazione e operava in smart working – ha spiegato al Ducato l’avvocata Roberta Giuliacci, che assiste Luca Londei, al termine dell’udienza – nessuno dei testi presenti ha saputo riferire in merito poiché nessuno di loro conosceva quale fosse il suo ruolo effettivo. È stata licenziata proprio perché non svolgeva l’attività in conformità del contratto di lavoro per la quale era stata assunta. C’è un enorme errore sulla posizione dell’imputato. Se ha preso la Naspi e il Tfr non dipende dal nostro assistito perché lei è stata licenziata e ha fatto richiesta di indennità di disoccupazione”.

Articolo aggiornato il 22 gennaio 2026 con la specifica dell’avvocato Nicola Maria Ciacci; e il 27 gennaio: nella precedente versione, era erroneamente riportato che il processo di cui si parla in questo articolo è lo stesso che ha preso il via con l’operazione “Spettro”, si tratta invece di due processi distinti.

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